Il pianeta Terra? Lo salveranno i contraccettivi Stampa E-mail

8 Marzo 2019 

Il pianeta Terra? Lo salveranno i contraccettivi

Presto sulla Terra saremo 10 miliardi di persone, troppe per quello che il pianeta può sostenere. La sfida del sovrappopolamento è quindi ridurre il tasso di natalità (soprattutto in Africa). La soluzione? Gli anticoncezionali. Il che non vuol dire non fare più figli, ma poter scegliere

di Irene Dominioni

Alexandria Ocasio-Cortez è nella cucina di quella che presumibilmente è casa sua, davanti a sé ha un tagliere e mentre cucina guarda nella fotocamera del suo cellulare, parlando ai suoi follower in una diretta Instagram. Sembra quella che in inglese si chiamerebbe “small talk”, una chiacchierata, simile a quella che si farebbe in un bar. L’argomento è il cambiamento climatico, il futuro del pianeta e la necessità immediata di agire per cambiare le cose. Mentre butta via le bucce di una patata dolce, senza badare ai commenti che scorrono sullo sfondo, dice: "La comunità scientifica è concorde sul fatto che la vita dei bambini di domani sarà molto difficile. Questo porta i giovani a porsi una domanda legittima: è giusto avere ancora figli?".

Ecco. Il punto del cambiamento climatico, per quanto buttato lì, tra un ortaggio e l’altro, è quello: su questo pianeta siamo troppi. La popolazione mondiale sta crescendo a ritmi inusitati, oggi siamo oltre 7,5 miliardi di persone e ben presto (gli esperti dicono entro il 2050) arriveremo ad essere 10 miliardi. Ma già oggi consumiamo risorse in maniera eccessiva rispetto alla loro disponibilità, tanto che ci servirebbero 2,5 pianeti Terra per vivere in maniera sostenibile. Cresciamo molto più in fretta delle risorse che consumiamo e inquiniamo, molte delle quali si sono formate nel corso di centinaia di migliaia di anni. Presto esauriremo le fonti di energia non rinnovabili e ancora non abbiamo implementato su larga scala metodi sostenibili di produzione energetica. L’impatto dell’uomo sull’ambiente è insostenibile, ma non solo perché consumiamo troppo. È Il fatto stesso di essere al mondo a costituire un problema.

La soluzione è una sola: dobbiamo ridurre il numero di persone sul pianeta. E a meno di ipotizzare soluzioni naziste (e tutto sommato poco praticabili), l’unico modo per farlo è limitare le nascite. Ad occuparsi proprio di questo è una delle più sconosciute (eppure importantissime) agenzie Onu: l’Unfpa, l’agenzia Onu per la salute sessuale e riproduttiva, fondata nel 1969. La strategia di questa istituzione è articolata in numerose azioni: family planning, cura materna, educazione sessuale, contrasto del fenomeno delle spose bambine, delle mutilazioni genitali femminili e della violenza di genere, tra le altre cose.

Ma c’è un aspetto che in tema di controllo demografico conta più di tutti gli altri: la contraccezione. «Oggi ci sono 215 milioni di donne al mondo che ogni anno rimangono incinte senza volerlo e che magari conoscono la contraccezione ma non la usano perché troppo costosa o non facilmente accessibile», spiega a Linkiesta Michele Usuelli, neonatologo impegnato per anni con Emergency in alcuni dei paesi più poveri del mondo e oggi consigliere regionale in Lombardia con Più Europa. «In Malawi, per esempio, fino a non molto tempo fa i contraccettivi a lunga durata d’azione [spirale, iniezioni, confetti sottocute, ndr] li distribuivano solo i medici, e quindi erano reperibili soltanto in ospedale. Ma in Malawi ci sono 100 medici iscritti all’ordine in un paese di 15 milioni di abitanti».

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