Necessario affrontare le cause invece che i sintomi Stampa E-mail

Intervento di Luca Pardi su Facebook

Giusto per tentare di capire (e scusate la lunghezza). I migranti esistono e sono una fonte di guadagno per certe organizzazioni dichiarate illegali che fanno il "servizio" di traghettarli attraverso il mediterraneo dalla costa africana a quelle europee. Siccome queste organizzazioni sono illegali il servizio non è controllato da nessuna autorità e il risultato è che per massimizzare i profitti minimizzano la sicurezza. Gli scafi fanno schifo e migliaia di persone affogano ogni anno. Le ong e la marina ne salvano il più possibile e nel corso degli anni si sono spostati sempre più a sud per
intercettare i barconi sempre più vicini all'origine. Risultato: le organizzazioni criminali hanno ridotto ancora di più la sicurezza, tanto qualcuno raccoglie i naufraghi, e i morti aumentano 2800 nel 2015 4500 nel 2016 (dati Frontex letti oggi sul giornale). Politici in cerca di consensi straparlano accusando le ong, magistrati in cerca dell'ambita prima pagina (sembra diventata una patologia della categoria, dopo Mani Pulite se un pm non riesce ad andare in prima pagina per qualcosa è un fallito) rilasciano interviste invece di svolgere indagini. Il caso è serio perché si tratta di un classico circolo vizioso (in gergo di dinamica dei sistemi si direbbe un ciclo di feedback positivo) 1) i migranti vogliono raggiungere l'Europa 2) gli scafisti ci guadagnano a portarceli 3) per salvare i migranti dall'affogamento le ong accettano le chiamate dagli scafisti e corrono a raccogliere i migranti sempre più a sud 4) gli scafisti abbassano la sicurezza 5) la corsa al salvataggio si fa più frenetica. In tutto questo bailamme nessuno si occupa dell'insieme di cause: sovrappopolazione (absit iniuria verbis), crisi climatica ed ecologica, crisi economica, conflitti (nell'ordine) che sono alla base della migrazione. Il genere Homo ha, da sempre, legato all'emigrazione la soluzione dei problemi di sovrappopolazione locali. Homo sapiens ne ha fatto una strategia costitutiva della specie, arrivando a colonizzare ogni nicchia ecologica del pianeta. Oggi non esistono più problemi di sovrappopolazione locale. E' l'intero pianeta che è sovrappopolato e la sua capacità di carico è in declino. Questo vuol dire che la capacità del pianeta di sostentare la popolazione umana (e per quanto se ne sa anche le popolazione di milioni di altre specie) sta diminuendo. Questa condizione di squilibrio si definisce Overshoot e, generalmente, si "risolve" con una riduzione della popolazione o con l'emigrazione. Fino al XIX secolo l'emigrazione è stato appannaggio degli europei che hanno occupato il Nuovo Mondo. Ora non ci sono più spazi liberi. Ci vuole una nuova strategia visto che quelle pensate dalla fantascienza sono quantomeno lontane da avverarsi, molto lontane visti i limiti tecnici. Questa nuova strategia deve per forza agire su due variabili: la popolazione e i consumi. La riduzione della popolazione viene considerata un fenomeno in atto, ma, di fatto, la popolazione continua ad aumentare di circa 70 milioni di persone ogni anno. La riduzione dovrebbe essere accellerata e potrebbe essere accellerata permettendo di tagliare drasticamente e in modo civile le gravidanze indesiderate che ammontano, ogni anno, a 70-75 milioni. Traduco: ci sono 70-75 milioni di donne che ogni anno restano incinte senza desiderarlo. Chiaro no? Basterebbe che avessero i mezzi per accedere ai metodi anticoncezionali e questo numero si ridurrebbe. Non è tutto, ma è qualcosa. In ogni caso la natalità è nelle mani delle femmine, se si da loro il potere e le condizioni socio-economiche per esercitarlo, la natalità si abbassa. Sul lato dei consumi io credo che i cittadini dei paesi sviluppati sarebbero più che pronti a ridurre il flusso di materia ed energia attraverso le loro società. Anche troppi oggetti inutili ci circondano e finiscono ogni giorno nell'apparato escretore delle società di antica industrializzazione. Fate fare ai vostri figli e concedete a voi stessi una visita in una discarica di Rifiuti Solidi Urbani e vi accorgerete di quello che siamo. E i RSU sono solo una parte perché forse la parte più importante dei cascami della nostra società prende altre vie del cassonetto: il tubo di scappamento e i camini che sputano particolato e anidride carbonica, i fiumi che raccolgono l'inquinamento dovuto alle attività agricole ed industriali, e molti altri rivoli di inquinanti che sfuggono ad analisi quantitative. Il problema è che quello della crescita economica è un paradigma che non si riesce a superare e, sembra, supereremo solo attraverso un collasso. Il sistema non è in grado né di rallentare né, tantomeno, di fermarsi. I politici, i magistrati, i giornalisti, gli scienziati (si anche loro che si accapigliano per i pochi fondi per la ricerca cercando di convincere i politici che quello che fanno abbia un'utilità al fine di "rilanciare la crescita"), i preti .... in una parola la classe dirigente, di fronte a questa crisi ecologica è in grado solo di parlare (non di affrontare) dei sintomi. Le migrazioni non sono che sintomi e chiunque abbia un minimo di comprensione di come funzionano le cose sa che combattendo i sintomi si finisce sempre per restare delusi. Ieri leggevo l'intervista a Cottarelli (FMI) sul Quotidiano Nazionale, diceva che le nostre società potrebbero abituarsi a crescere meno. Siamo forse all'anticamera della comprensione del fenomeno. Quando diranno che la crescita è finita e che si deve lavorare per non far morire di fame e stenti miliardi di persone, forse inizieranno anche a farsi avanti classi dirigenti in grado di affrontare le cause invece dei sintomi.

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