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Antonella Dentamaro parla di sterilizzazione Stampa E-mail

Antonella Spolaor Dentamaro 
(4 novembre 2002)

La mozione preparata da Fabrizio Argonauta, nel suo spirito, è condivisibile per diverse ragioni. Anche se comunque complessa da capire, e io l'avrei scritta diversamente, mi è sembrato interessante presentarla in particolare perchè "contiene" la parola "sterilizzazione".
Non credo l'intento fosse quello di auspicare una sterilizzazione di massa, o di proporlo come mezzo di pianificazione delle nascite privilegiato (tantomeno per i paesi in via di sviluppo). Anche se il riferimento nel preambolo a Malthus è effettivamente fuorviante, la sterilizzazione non necessariamente deve essere considerato un tabù. Non è improbabile che una donna con già cinque figli, indipendentemente dalla sua nazionalità, prenda in esame questa soluzione.
Come si sa, la sterilizzazione viene adoperata "adesso" come sistema definitivo di pianificazione della popolazione proprio in quei paesi dove vigono rigide e proibizionistiche regolamentazioni a riguardo, senza che nemmeno una ong o un gruppo politico si occupi seriamente di questo fenomeno. Nelle regioni di Africa, Asia e America Latina infatti, è il metodo più in uso per non avere figli (dove la media è anche di quattro o cinque figli per una donna, e vi è una elevata incidenza di mortalità e di gravidanze a rischio).
Naturalmente lo è perchè non viene fornita una giusta ed ampia informazione sui diversi metodi contraccettivi nè viene data quindi possibilità di scelta alle donne. Sono convinta, come lo è Dora - mia madre - e sono d'accordo con lei, che la maggioranza delle donne non sceglierebbe questo metodo definitivo se avesse delle valide alternative.
Queste aree del mondo sono anche quelle dove la Chiesa cattolica (o la religione islamica, o il regime comunista della Cina), ha la sua maggiore influenza e che porta poi molti paesi a respingere - in sede ONU - i trattati che includono i diritti della donna alla salute riproduttiva.
L'ipocrisia dell'Europa e dell'occidente, che tollera questa situazione e dall'altra si profonde in solenni dichiarazioni e piani d'azione per uno "sviluppo sostenibile" che è sostenibile solo se applicato nelle aree del mondo in via di sviluppo, si rivela poi al suo interno con le proprie politiche sulla contraccezione. Che tendono più all'aumento delle nascite - con assegni famigliari e sussidi ed incentivi - ed al tempo stesso al rigido controllo delle proprie frontiere e dell'immigrazione.
Mi è sembrato quindi estremamente forte e provocatorio, la proposta di una maggiore informazione sulla sterilizzazione proprio alle donne europee. E di incentivi a chi decide di non fare troppi figli, piuttosto che a chi decide di farne molti.
Gli emendamenti proposti alla mozione erano "quasi" tutti abbastanza ragionevoli o opportuni, e potevano essere accolti, tranne uno. Essendo stati accorpati in un unico emendamento, abbiamo ritenuto quindi di respingerli tutti.
Quell'uno, è proprio quello del dispositivo finale che dice (ora vado a memoria) che alle donne deve essere data ampia assistenza sulla contraccezione e l'aborto: a questo, l'emendamento aggiunge "e sulla maternità" (ma dovrei recuperare il testo preciso dell'emendamento).
E questo ultimo punto, purtroppo, portava in un'altra direzione lo spirito della mozione.
E' comunque bene che si sia aperto il dibattito su questo fronte. Sono sicura che saremo in grado di fare un bel lavoro in futuro.
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Tratto dal thread "Demografia: i punti respinti dai radicali" sul forum di Radicali Italiani

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