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"Le nostre foreste dentro lo sciacquone" di Alessandra Farkas Stampa E-mail

Dal blog di Alessandra Farkas sul sito del "Corriere della sera":

Le nostre foreste dentro lo sciacquone

NEW YORK - L’equivalente di quasi 270mila alberi finisce ogni giorno negli sciacquoni delle nostre toilette o nelle discariche alla periferia delle grandi città. Il 10% del totale è rappresentato da carta igienica. In America la percentuale di carta igienica non riciclata raggiunge addirittura il 40% della massa totale delle discariche.

E’ il risultato, a dir poco sconcertante, dell’ultima indagine realizzata dal WorldWatch Institute, una delle più autorevoli organizzazioni ecologiste americane.

Dietro al pericoloso trend: il boom demografico nei paesi in via di sviluppo, che adottano stili di vita occidentali con una velocità sempre più frenetica. A trarne profitto sono le multinazionali della carta che competono per soddisfare la domanda crescente di miliardi di consumatori, incuranti di mettere a repentaglio le foreste nel Nord e Sud del mondo.

Come risposta alle critiche che le vengono mosse da più parti, l’industria della carta propone da anni la creazione di nuove piantagioni come panacea per avere a disposizione quantità illimitate di materie prime.

Ma secondo Noelle Robbins, autrice dello studio di WorldWatch, tale 'cura' potrebbe essere peggiore del male. “Questo tipo di monocultura finisce quasi sempre per soppiantare la flora e la fauna indigene”, mette in guardia la studiosa, “oltre a richiedere pericolose quantità di pesticidi e fertilizzanti chimici, minaccia di esaurire le già scarse risorse idriche”.

Per risolvere il problema prima che sia troppo tardi, secondo il WorldWatch Magazine, esiste un percorso obbligato. “Educare i consumatori indirizzandoli all’uso di prodotti riciclati”, teorizza la Robbins, “spingendoli a considerare alternative alla carta igienica, quali il ritorno all’acqua e sapone”.

Ma visto che le fonti idriche sono anch’esse sempre più a rischio, forse sarebbe meglio enfatizzare l’importanza di politiche nazionali e internazionali per il controllo delle nascite. Il vero problema è che siamo davvero troppi.

Pubblicato il 16.04.10

http://route66.corriere.it/2010/04/le_nostre_foreste_dentro_lo_sc.html

 

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