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"Le Scienze": no al mito della crescita Stampa E-mail

Da "Repubblica" del 27 Marzo 2010

Scienze, benvenuti a Terra 3.0, visione-progetto di un'era nuova

La rivista festeggia il numero 500 con uno speciale sulla salute del pianeta e le soluzioni per un futuro sostenibile. Il segreto? Rinunciare al mito della crescita ed entrare nella fase della responsabilità

di GIULIA BELARDELLI

TERRA 3.0, ovvero una possibile nuova fase della presenza degli esseri umani sul pianeta. E' il titolo-auspicio scelto da Le Scienze per il dossier del cinquecentesimo numero della rivista. Una panoramica sulla salute della Terra, messa a dura prova dagli ultimi due secoli e mezzo di storia. Ma anche un richiamo alla necessità di conciliare le esigenze dello sviluppo con quelle dell'ambiente, pena il raggiungimento del "punto di non ritorno" dopo il quale intervenire sarà troppo tardi. La tesi è che l'uomo, con la sua iperattività, ha trasformato la Terra in un'enorme fabbrica. Ora è fondamentale tornare a una condizione più sostenibile, se si vuole sopravvivere in un mondo sempre più affollato e minacciato dal riscaldamento climatico. Per farlo, la prima mossa è capire "quanto siamo vicini al collasso". Per tre processi ambientali su nove, la "linea rossa" è già stata superata. Ma i rimedi, volendo, ci sono: è qui che entra in gioco la Terra 3.0, "visione e progetto per un pianeta nuovo".

Una nuova fase: 3.0. "Fino a oggi, la presenza dell'uomo sul pianeta ha attraversato due fasi", spiega il direttore di Le Scienze, Marco Cattaneo. "La prima, Terra 1.0, è durata fino al Neolitico ed è stata caratterizzata dagli sforzi immani di un primate bipede e senza pelo per adattarsi al maggior numero di habitat possibili sfruttando le risorse messe a disposizione dall'ambiente". Poi c'è la seconda, Terra 2.0, in cui l'uomo ha modellato il mondo e piegato l'ambiente alle sue necessità. Negli ultimi due secoli e mezzo, questo processo ha subito una brusca accelerazione, culminata nel Novecento con uno sviluppo e una crescita demografica impressionanti. Il punto, secondo Cattaneo, è proprio questo: "Oggi, guardando in prospettiva ai nove miliardi di abitanti che la Terra ospiterà a metà di questo secolo, una crescita indiscriminata come quella degli ultimi cento anni non è più possibile". Occorre, piuttosto, intervenire per stabilire dei limiti ed elaborare nuove soluzioni per le sfide ambientali.

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