Home arrow Rassegna Stampa e Web arrow "La bomba demografica finita tra parentesi" di M. L. Bacci
"La bomba demografica finita tra parentesi" di M. L. Bacci Stampa E-mail
La bomba demografica finita tra parentesi

da La Repubblica del 13 ottobre 2005, pag. 15

di Massimo Livi Bacci

Se i problemi del mondo si potessero risolvere per decreto, saremmo sulla buona strada. Gli obiettivi di Sviluppo del Millennio, solennemente proclamati dai capi di stato nel 2000, promettono mirabilie per il 2015: tra le tante, che la povertà si dimezzi, che diminuiscano di due terzi la mortalità infantile e la mortalità materna, che tutti i bambini completino l'istruzione primaria. Traguardi difficili, perché il mondo non va come vorrebbero i capi di Stato, larghi di promesse, ma con i cordoni della borsa ben stretti. Il numero dei poveri stenta a scendere, la mortalità infantile e quella materna rimangono drammaticamente alte, nemmeno la metà delle bambine a sud del Sahara completa l’istruzione elementare.

Nel suo rapporto per il 2005, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione tratta, soprattutto, del contributo che i progressi nell’ambito della salute riproduttivs e l’eliminazione delle disuguaglianze in genere possono dare alla lotta alla povertà e allo sviluppo. La tesi di fondo è che miglioramenti della salute e delle condizioni sociali delle donne in età riproduttiva sia un fattore cruciale per lo sviluppo sociale.

Le donne mettono al mondo, curano, allevano i figli, e lo fanno più consapevolmente se sono più istruite; le donne con più istruzione si sposano più tardi e hanno più potere nella famiglia, entrano più facilmente nel mondo del lavoro e rendono effettivi i loro diritti.

Il Rapporto è però rivelatore di profondi mutamenti ideologici nell’ambito della comunità internazionale: la popolazione e la sua crescita non sono più una priorità. Tanto è stato forte, l’allarme creato dagli esperti, amplificato dai media, ripreso dai governi e dalle istituzioni internazionali tra gli anni ’50 e ’80 – con un linguaggio spesso bellico e militaresco: la bomba demografica, il boom delle nascite, l’esplosione delle megalopoli – tanto si rischia adesso di adagiarsi sulla convinzione che la crescita demografica stia finendo. Eppure, dai sei miliardi e mezzo di oggi, la popolazione mondiale crescerà sicuramente a nove verso la metà del secolo, anche se dopo quella data il tasso d’incremento – si pensa – convergerà rapidamente a zero. Ma se la produttività rimanesse ai livelli attuali, senza l’ulteriore abbassamento che si prevede (e si spera) avvenga, il mondo a metà del secolo conterebbe due miliardi e mezzo di persone in più, con conseguenze presumibilmente negative sull’ambiente, la povertà, le disuguaglianze. Tra gli Obiettivi del Millennio, però, non esistono traguardi di natura demografica: né si parla della necessità di rafforzare il sostegno ai programmi di pianificazione familiare, o di governare le migrazioni internazionali.

Il tema dello sviluppo demografico – e della necessità di frenare la crescita (necessità riconosciuta con la dovuta prudenza, anche dalla Pontifica Accademia delle Scienze) – è politicamente scomodo. Esso implica la diffusione della pianificazione delle nascite, che spesso sconfina nel campo ben distinto ma contiguo, dell’aborto, temi difficili per il Vaticano e per non pochi paesi che ne seguono da vicino le indicazioni. Temi sgraditi all’amministrazione Bush per i riflessi negativi su un vasto elettorato bigotto e sempre sul chi vive in tema di riproduzione e di sesso. E poiché la donna è protagonista del fenomeno riproduttivo, parlarne solleva i problemi della parità e dell’autonomia delle scelte, dello empowerment, del diritto alla salute e all’integrità fisica, temi che pongono in grave imbarazzo buona parte dei governi dei paesi islamici.

Il rapporto ha scelto una via indiretta e diplomatica per parlare di popolazione. Non affronta il problema spinoso se l’attuale crescita sia nociva allo sviluppo e su cosa fare per frenarla. Ma affronta con coraggio e chiarezza il tema delle prerogative negate, trascurate e violate delle donne – e della necessità di rafforzarle. Con un messaggio implicito: sono le donne, alla fin fine, che “fabbricano” popolazione. Diamo loro forza, liberandole da vincoli, oppressioni e pregiudizi in materia di riproduzione, e sapranno come regolarsi per il loro bene e per quello della collettività.

Copyright 2000 - 2004 Miro International Pty Ltd. All rights reserved.
Mambo is Free Software released under the GNU/GPL License.

sovrappopolazione, demografia, fame nel mondo, carestie, epidemie, inquinamento, riscaldamento globale, erosione del suolo, immigrazione, globalizzazione, esaurimento delle risorse, popolazione, crisi idrica, guerra, guerre, consumo, consumismo