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Dal blog "Piazza Vittorio" di Giovanni Spataro

Più contraccettivi per un clima migliore

Sulla strada per Copenaghen, lastricata di buone intenzioni, c’è un punto di vista ignorato da molti, troppi. Non getta lo sguardo su tecnologie innovative o cambiamenti epocali del sistema energetico. Riguarda le donne e il loro diritto alla salute sessuale e riproduttiva.

Un paio di mesi fa la rivista «The Lancet» aveva sollevato la questione, rimasta lettera morta. Attualmente oltre 200 milioni di donne non hanno accesso a moderni metodi contraccettivi. E il risultati sono gravidanze indesiderate, 76 milioni ogni anno, registrate in stragrande maggioranza nei paesi poveri. Proprio quei paesi che tutti gli studi di qualsiasi fonte indicano come i più vulnerabili ai cambiamenti del clima.

I calcoli sono semplici. In poco più di dieci anni, un accesso adeguato a politiche di pianificazione risparmierebbe al pianeta una pressione demografica imponente: un miliardo di persone. Sia chiaro, si parla di metodi contraccettivi. Non di aborto. Si parla di del diritto di poter scegliere il proprio futuro: essere o non essere madre, e di quanti figli. Punto.

L’editoriale di «The Lancet» faceva anche notare una contraddizione. L’analisi di 40 piani nazionali di adattamento al riscaldamento globale (National adaptation programmes of action, NAPAs), in soldoni una lista di progetti che dovrebbero essere finanziati dai paesi più ricchi, ha mostrato che 37 paesi hanno collegato la crescita della propria popolazione al cambiamento climatico. Ma solo sei hanno identificato la pianificazione familiare come una delle strategie da adottare. Quei piani sono stati presentati alla United Nations Framework Convention on Climate Change, la sede istituzionale dove le nazioni decidono il da farsi sul riscaldamento del pianeta. Dunque il problema è riconosciuto ma la soluzione ignorata.

Ecco, rilancio la speranza di «The Lancet». A Copenaghen oltre a parlare di quote di emissione, di tecnologie e di trasferimento tecnologico si dovrebbe trattare, ovvero mettere sul piatto, anche di programmi di pianificazione familiare. Ovvero del diritto alla salute sessuale e riproduttiva delle donne.

2 Dicembre 2009

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