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Intervista a Teffera Negussie del Population Media Center Stampa E-mail

Intervista al Dottor Teffera Negussie, direttore del Population Media Center-Etiopia

A cura di Antonella Dentamaro e Guido Ferretti
Andata in onda su Radio Radicale il 31 gennaio 2008

Introduzione

Il Population Media Center è una organizzazione americana nata nel 1998, che collabora con organi di informazione e organizzazioni di tutto il mondo per promuovere la stabilizzazione della popolazione umana ad un livello sostenibile rispetto alla disponibilità delle risorse naturali del pianeta. Il PMC persegue questo obiettivo attraverso programmi radiofonici e televisivi di intrattenimento, in particolare sceneggiati a puntate strutturati secondo una specifica metodologia di comunicazione volta al cambiamento del comportamento: il “metodo Sabido”. Attualmente il PMC ha proprie sedi ed opera in Etiopia, Kenya, Malawi, Mali, Nigeria, Ruanda, Sudan, Brasile, Messico e Filippine.

Dottor Negussie, vuole presentarci il Population Media Center e quali sono gli obiettivi delle sue strategie?

Il Population Media Center è presente in Etiopia dal 2000. L’obiettivo del PMC è quello di promuovere la pianificazione familiare, la presa di coscienza delle donne sui propri diritti e la prevenzione del virus HIV, ma anche il contrasto delle pratiche tradizionali dannose come le mutilazioni genitali femminili. La nostra strategia multi-mediale prevede anche specifici programmi di capacity building [creazione di competenze], come ad esempio la costituzione di associazioni giovanili per la formazione di giornalisti, che possano poi lavorare per il governo e per i media privati con professionalità ed efficacia nell’alleviare i problemi sociali  dell’Etiopia.

Il Population Media Center adotta un metodo specifico nelle proprie strategie mediatiche: il metodo Sabido. In cosa consiste?

Innanzitutto parliamo di Miguel Sabido. Sabido è un ricercatore messicano che ha lavorato nel settore della radio, del giornalismo e dell’intrattenimento e ha avuto molto successo nella ideazione di programmi radiotelevisivi che affrontavano argomenti sociali. La metodologia Sabido è composta da una serie di messaggi che hanno l’obiettivo di educare attraverso l’intrattenimento, messaggi studiati per portare gli individui a decidere di cambiare specifici comportamenti. La metodologia Sabido, così come la teoria dell’apprendimento sociale di Albert Banduras, si fonda sul principio che l’apprendimento avviene attraverso l’osservazione di modelli proposti dai media. Nella trama delle soap-opera a sfondo educativo che utilizzano il metodo Sabido vi sono tre tipi di modello di personaggio: il primo modello è quello di coloro che sostengono i valori educativi e che vengono definiti come modelli di ruolo positivi; poi ci sono i personaggi antagonisti, ovvero coloro che rifiutano questi valori. Tali personaggi vengono definiti modelli di ruolo negativi. Infine ci sono i personaggi che compiono un cambiamento positivo, che definiamo modelli di ruolo di transizione. Questi personaggi vengono presentati all’inizio come modelli di ruolo negativi che poi diventano modelli di ruolo positivi. Quando questi personaggi modificano il loro comportamento nel corso della soap opera in modo positivo rispetto all’obiettivo del messaggio, la loro trasformazione viene rafforzata e spiegata in tutte le sue fasi.

Ogni Paese ha un suo specifico contesto culturale e politico. Come individuate, di volta in volta, le tecniche di comunicazione più corrette?

Secondo le nostre strategie, prima di avviare un programma radiofonico o televisivo è necessario svolgere una attività di ricerca approfondita per reperire informazioni importanti sul contesto sociale in cui si dovrà operare. Le ricerche si concentrano su un argomento di interesse sociale  generale. Per esempio, se il problema più sentito in quel Paese è quello del virus dell’HIV o quello della pianificazione familiare, su questi argomenti conduciamo una indagine e lo facciamo anche sul tipo e sulla qualità delle conoscenze esistenti e sull’atteggiamento della nostra audience al riguardo. Sulla base di queste ricerche procediamo all’ “identificazione di massima della trama ”, tenendo conto che gli argomenti generali, che la soap opera radiofonica deve affrontare, sono quelli che riguardano la salute riproduttiva. Inoltre, un’altra caratteristica importante è la formazione di un comitato di consulenza, in cui in genere siedono i rappresentanti dei ministeri coinvolti, di organizzazioni non governative, esperti di comunicazione ed esperti che si occupano della sessualità delle donne, in modo da assicurare che la soap opera trasmessa sia equilibrata nei diversi aspetti che affronta. Il comitato deve assicurarsi che il programma sia anche un programma di intrattenimento e questo è veramente un aspetto molto importante. Un’altra fase cui si deve dedicare molta attenzione, secondo la metodologia Sabido, è quella relativa alla formazione dei produttori del programma e di coloro che scrivono il copione, gli sceneggiatori. Il nostro compito è quello di formare produttori, scrittori e sceneggiatori, non solo per consentire loro di raggiungere un determinato livello qualitativo, ma anche perché comprendano a fondo il tema che dovremo affrontare.

La metodologia Sabido prevede anche un episodio pilota.  Ci sono degli strumenti assai validi per fare un test preliminare della soap-opera radiofonica attraverso l’episodio pilota. Di tutti i nostri programmi, e specialmente dei primi 4 -5 episodi delle soap-opera, viene fatta una analisi di gradimento attraverso una discussione con il pubblico. Quindi, solo dopo la discussione con il pubblico, lanciamo la serie radiofonica  e solo dopo il test preliminare avviamo la produzione vera e propria.

Come viene organizzata la fase di monitoraggio del successo dei vostri programmi durante il corso delle trasmissioni?

Uno degli aspetti molto importanti che ha reso efficaci i nostri programmi è la metodologia di monitoraggio che applichiamo. Per esempio, ogni trimestre conduciamo un indagine qualitativa per capire se il programma è efficace. Questa indagine si estende a tutta la struttura coinvolta nel progetto di informazione, non solo alla soap-opera.

Abbiamo formato 48 infermiere di diversi ospedali, sia statali che privati, ed abbiamo loro distribuito dei questionari per le pazienti, che ci permettono di capire se i nostri programmi sono davvero utili nel convincere le persone a rivolgersi all’ospedale per ottenere assistenza nella contraccezione o per altri problemi relativi alla salute riproduttiva. In questo modo possiamo sapere quante persone si sono recate in ospedale dopo aver ascoltato il nostro programma. Un altro strumento di monitoraggio è l’analisi delle opinioni degli ascoltatori. Per esempio, per quanto riguarda il nostro programma radiofonico più importante e diffuso, ad oggi abbiamo ricevuto più di 50 mila lettere dai nostri ascoltatori.  Queste lettere ci indicano il livello di accettazione e di popolarità del programma stesso. Inoltre, organizziamo quindici gruppi di radioascoltatori in tutte le regioni dell’Etiopia e a ciascuno dei componenti dei gruppi diamo un diario su cui, dopo ogni puntata, scrivere le proprie impressioni, che poi ci inviano. Alla fine del programma, sempre secondo la metodologia Sabido, bisogna condurre un’indagine a livello nazionale cosiddetta “di post-intervento”. Si tratta di una valutazione generale sull’impatto dei nostri programmi. In Etiopia ne abbiamo già condotto una, che  ha dimostrato chiaramente il successo avuto dal nostro programma.

Inoltre, poiché prima di lanciare un programma svolgiamo un’indagine generale  sul comportamento del nostro pubblico, nell’ambito delle questioni legate alla salute riproduttiva, con l’indagine post-intervento possiamo fare un confronto sugli eventuali cambiamenti intervenuti.

Io sono convinto che il motivo del successo della metodologia Sabido risieda proprio nell’estrema accuratezza delle fasi di indagine preliminare e di monitoraggio dei programmi. D’altronde. il successo di questo metodo di informazione è stato riconosciuto a livello internazionale e abbiamo partecipato a diverse conferenze internazionali sui temi della demografia, della salute e dei diritti delle donne.Il PMC-Etiopia è stata l’unica organizzazione di tutta l’Africa ad essere invitata a queste conferenze. L’UNFPA, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione, ha pubblicato un volume sull’esperienza del Population Media Center,  in francese, inglese e spagnolo. Questo volume è stato distribuito in tutto il mondo e ha raccontato la nostra storia. Anche la BBC ha parlato del nostro programma e l’università John Hopkins, negli Stati Uniti, ha appena pubblicato un numero speciale della sua rivista sull’efficacia del nostro programma.

Dott. Negussie, parliamo allora di quale è la situazione dell’Etiopia. Il tasso di crescita della popolazione è del 2.5% all’anno, mentre il tasso di fertilità era di 7 figli per donna nel 1955 ed ora è di 5,7. Nascono tre milioni e centomila bambini l’anno, con un’attesa di vita media di 51 anni. Nel 1900 il 35% del suolo era costituito da foreste mentre ora è solo il 12%. L’indice di sviluppo umano dell’Etiopia  è di 0,406, tra le ultime 10 nazioni al mondo. Secondo lei, secondo i suoi studi, quali sono le tradizioni, i valori  e le leggi che sono alla base del comportamento sessuale e riproduttivo del Paese?

Uno dei problemi dell’Etiopia è quello che per molti anni non abbiamo mai avuto la conoscenza e l’informazione sulla necessità di armonizzazione tra la crescita della popolazione e lo sviluppo nazionale, cosa che ha contribuito ad accrescere la povertà nel Paese. Solo nel 1992 il Governo si è reso conto della rivelanza del fattore della crescita della popolazione sullo sviluppo del Paese ed ha iniziato ad adottare una politica nazionale per la popolazione. Quando il governo ha iniziato a stilare una prima bozza della politica nazionale per la popolazione, io sono stato incaricato ad essere il presidente della commissione preposta alla definizione del progetto di legge. Abbiamo condotto uno studio molto dettagliato e nel 1993 la legge è stata adottata. L’obiettivo principale era quello di armonizzare la crescita della popolazione e lo sviluppo nazionale, affrontando i problemi concernenti l’alto tasso di fertilità. E’ stato costituito il Dipartimento Nazionale per la Popolazione ed io sono stato il responsabile di questo ufficio per sette anni prima di divenire il direttore della sede etiope del PMC.

Abbiamo quindi istituito nove uffici regionali per la popolazione e grazie a questi istituti sono state realizzate molte iniziative del Ministero della Salute, del Ministero dell’Istruzione e del Ministero degli Affari Sociali.

Come potete immaginare, cambiare il tasso di fertilità di un Paese richiede tempo, per cui l’obiettivo che ci siamo dati fin dal principio è stato quello di aumentare l’uso della contraccezione in Etiopia, in un momento in cui il tasso di fertilità era più alto di 7, cioè il numero dei figli per donna era circa 7,7. Da allora questo dato è sceso considerevolmente, in proporzione all’uso della contraccezione, che è percentualmente aumentato dal 5% al 25% .

L’Etiopia è una società molto tradizionale, ai genitori viene richiesto di fare tanti figli, perché una famiglia numerosa è un dato di prestigio e di onore, oltre a costituire una buona fonte di reddito. I bambini, fin dall’età di 7 anni, contribuiscono a sostenere la loro famiglia. Per convincere la popolazione a cambiare comportamento, per garantire un futuro migliore all’Etiopia, non utilizziamo solo la metodologia Sabido per il controllo delle nascite. I nostri programmi sono volti anche al cambiamento del comportamento sessuale, per ottenere una migliore protezione dal virus dell’HIV. Insegniamo alla popolazione i rischi sanitari e sociologici del matrimonio precoce e la gravità del persistere nel mantenere una tradizione gravemente lesiva dei diritti delle donne come le mutilazioni genitali femminili. Diamo voce alle donne, promuovendo innanzitutto i loro i diritti civili e politici. La nostra è una società prevalentemente maschile, nel senso di un forte dominio del maschio: dobbiamo cambiare questo atteggiamento e il PMC  negli ultimi sette anni, è stato molto efficace sotto questi aspetti.

E’ evidente che questa metodologia incide profondamente nel vissuto delle persone per riuscire a cambiarne il comportamento e le tradizioni. Lei che cosa ne pensa, Dr. Negussie? Le strategie del PMC e del metodo Sabido potrebbero essere tacciate di manipolazione delle coscienze? Quale è in particolare la chiave vincente del metodo Sabido?

No, io non credo che ci sia manipolazione delle coscienze. Il nostro programma risponde ai bisogni del pubblico, dei cittadini. A causa della quantità di bambini che nascono, il livello di povertà cresce. Limitando il numero dei figli si contribuisce a proteggere la salute dei bambini e si può dare loro maggiormente le cose di cui hanno bisogno nella vita quotidiana. Il nostro metodo non impone un comportamento, non è coercitivo: è volto a creare una società informata. Noi abbiamo detto che le donne hanno il diritto di essere informate e le informiamo sui loro diritti, le educhiamo, diamo loro una scelta, mostriamo loro semplicemente che esistono diverse possibilità, quindi non c’è coercizione o manipolazione. Si tratta soltanto di istruzione e, grazie a questo, la vita di molte famiglie è cambiata. Proprio grazie a questo programma di informazione, le donne vengono tutelate e il governo ha adottato delle nuove leggi di tutela e promozione dei loro diritti, così da farci affermare che questo è un programma di successo, efficace. Non credo quindi che in tutto questo vi sia manipolazione.

Quale è stata la reazione dei leader religiosi di fronte alla politica governativa per una riduzione delle nascite, come ha reagito per esempio la chiesa cattolica che persegue una politica differente, fondata su valori completamente differenti?

Fin dal momento dell’adozione delle nuove politiche sulla popolazione noi abbiamo coinvolto i leader religiosi in alcuni gruppi di lavoro, studiati proprio per dare la massima informazione sui nostri programmi. Ad oggi non abbiamo mai ricevuto rifiuti da nessun leader religioso, sia che appartenessero alla chiesa ortodossa etiopica, o che fossero leader musulmani, o cattolici, o evangelici protestanti. Una delle ragioni per le quali abbiamo ottenuto la collaborazione dei leader religiosi è che tutti, in Etiopia, si sono resi conto che la crescita numerica delle famiglie aveva aumentato la povertà. Le donne dell’Etiopia ora sanno che, se la famiglia è troppo numerosa, essa diventerà sempre più povera. Inoltre la crescita della fertilità nel nostro paese è dovuta anche ad altre ragioni, come ad esempio alla consuetudine del matrimonio in età precoce. Sono milioni i bambini che nascono a causa del grande numero di matrimoni precoci ed i leader religiosi, in realtà, hanno iniziato a collaborare con noi, insegnando ai cittadini che il matrimonio precoce non è accettabile e che l’età per il matrimonio non dovrebbe essere al di sotto dei 18 anni.

Quindi, è vero che i leader religiosi possono anche non partecipare nelle attività di distribuzione dei contraccettivi, ma sono alleati fondamentali in quelle contro il matrimonio precoce. Ad oggi, quindi, i leader religiosi stanno veramente collaborando con noi, perché anche loro si sono resi conto che molti dei nostri problemi sono legati ad una crescita non equilibrata della popolazione.

Questa è un’ottima notizia Dott.Negussie forse uno dei pochi casi al mondo in cui è facile collaborare con i leader religiosi. Affrontiamo ora,  il tema delle mutilazioni genitali femminili. Il Population Media Center conduce un programma per il contrasto e la prevenzione delle MGF in Etiopia. Lei come crede stia lavorando il governo dell’Etiopia su questo tema?

Il governo dell’Etiopia sta conducendo molte attività su questo tema. Recentemente, due o tre  anni fa, il governo, per la prima volta, ha adottato una legge che vieta le mutilazioni genitali femminili e il Ministero della Salute sta lavorando molto, insieme al Comitato Nazionale dell’Etiopia, per prevenire queste pratiche tradizionali dannose. Noi del Population Media Center, in collaborazione con Save the Children Norvegia, abbiamo attuato un progetto che si chiama “Progetto per la comunicazione multimediale e la creazione di consapevolezza” per affrontare i problemi delle donne, in particolare la pratica delle mutilazioni genitali femminili. Con questo nostro programma  il miglioramento della salute riproduttiva delle bambine e delle donne e la riduzione delle mutilazioni genitali femminili sono stati evidenti. Nel 2007 abbiamo redatto un rapporto che analizzava approfonfitamente la letteratura esistente su tutti gli aspetti correlati alle pratiche dannose, incluse le mutilazioni genitali femminili. E’ un documento importantissimo, per tutte le agenzie internazionali che lavorano in questo campo e che combattono contro le mutilazioni genitali femminili. Inoltre, abbiamo condotto delle ricerche sulla situazione delle MGF in alcune regioni somale, perché la Somalia è un Paese in cui persiste il tipo di mutilazione più grave, l’infibulazione. Ora questa ricerca sintetica è stata pubblicata e molte organizzazioni internazionali hanno potuto usufruire, in questo modo, delle informazioni sulla situazione in Somalia. Il 7 gennaio scorso, poi,  abbiamo condotto delle ricerche a scopo formativo. Parlo del Gruppo di Ricerca  e d’Indagine Nazionale sulle Mutilazioni Genitali Femminili in Etiopia. Tutte le organizzazioni internazionali, i funzionari del governo, gli istituti locali, erano presenti al tavolo di lavoro per questa ricerca. Il documento che è stato prodotto è molto importante per tutte le agenzie che devono attuare delle campagne contro le mutilazioni genitali femminili. Nel contempo, abbiamo creato un altro gruppo di lavoro, che ha riunito per una settimana tutti i leader religiosi (cattolici, protestanti, ortodossi, musulmani). L’esito dei lavori è stata una dichiarazione unanime e un piano di lavoro per combattere le mutilazioni genitali femminili. Successivamente abbiamo condotto un terzo workshop  di una settimana, per tutte le leader femminili, per i leader dei movimenti giovanili e per i giornalisti, con l’obiettivo che, di ritorno alle proprie attività, potessero mettere in atto un’efficace strategia per combattere le mutilazioni genitali femminili, ognuno nel proprio settore di intervento. Dopo tutto questo, abbiamo lanciato dei programmi radiofonici speciali. Il primo si intitola “Proma” e tratta, appunto, delle mutilazioni genitali femminili. E’ una soap-opera particolare, che andrà in onda per i prossimi tre anni, tre volte alla settimana. Un secondo programma è stato realizzato in lingua Afar e Somala. A mia conoscenza, il Population Media Center sta conducendo la campagna multimediale più grande, contro le mutilazioni genitali femminili, in Etiopia.

Il Partito Radicale non violento ha sempre pensato che l’informazione di massa sui diritti del cittadino e sui diritti delle donne fossero gli strumenti più efficaci per promuovere un processo di democrazia, lei che cosa ne pensa, che relazione può esserci tra pace nel mondo e il decremento della natalità?

Sono convinto che questi siano i valori più importanti per l’umanità. Personalmente apprezzo molto quello che voi state facendo. Ritengo che la risoluzione pacifica di ogni conflitto costituisca l’unica base solida per un futuro giusto e sostenibile. Noi, del PMC, abbiamo riflettuto molto sulle ragioni del nostro successo e riteniamo che esso sia dovuto al fatto che i nostri programmi si fondano sulla promozione della pace, della democrazia e del buon governo. Vorremmo collaborare con voi alla promozione della non-violenza. Per questo motivo qualunque assistenza da parte vostra, su questo aspetto, sarà caldamente apprezzata.

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