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Kitegen, un progetto italiano per produrre tanta energia pulita Stampa E-mail
          
Kyoto, ambiente: esiste un progetto frutto dell'ingegno italiano per produrre tanta energia pulita. Ma l'Italia al solito non se n'è accorta
        
"Lo sforamento delle emissioni di Co2 rispetto all'obiettivo previsto dal Protocollo di Kyoto costa all'Italia 63 euro al secondo dal primo gennaio di quest'anno, pari a piu' di cinque milioni di euro."Questa è la nota dolente comunicata da Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club al convegno "Le Regioni e gli Enti locali verso Kyoto" che si è tenuto ieri in Campidoglio.La Finanziaria prevede che entro 90 giorni vengano definiti i target nazionali sulla produzione da fonti rinnovabili e che nei successivi 90 giorni le Regioni adeguino i propri piani energetici.
        
Torino, 8 febbraio 2008
       
• Dichiarazione di Mario Marchitti e di Jolanda Casigliani, Presidente e Segretario delle associazioni radicali torinesi RientroDolce e Satyagraha
             
Vogliamo mettere in evidenza un'iniziativa e una realtà tecnologica, la produzione di energia attraverso l'eolico di alta quota con il KiteGen, un progetto tutto italiano nato nella provincia di Torino e che sta suscitando l'interesse della comunità scientifica e il coinvolgimento di diversi politecnici, quelli di Torino e di Milano in testa. Questo sistema di generazione di energia rinnovabile dai venti di alta quota consente di ottenere potenze inimmaginabili rispetto agli altri sistemi finora proposti (solare termico, fotovoltaico, termodinamico, eolico tradizionale tramite torri); si possono raggiungere infatti potenze di diversi GigaWatt, paragonabili e superiori a quelle delle convenzionali centrali termiche o a quelle nucleari. I progetti per un passaggio di scala sono in fase di realizzazione, ma le difficoltà nel reperire i finanziamenti, sia sul versante pubblico sia su quello privato sono formidabili e scoraggianti. Nonostante alcuni finanziamenti ottenuti dalla regione Piemonte e la vincita dei bandi FIT indetti dal Ministero dello Sviluppo Economico per cinque milioni di Euro, la posta in gioco richiede un impegno ben più consistente e sostanzioso, perché la progettazione e la costruzione di un impianto di dimensioni adeguate richiede risorse economiche dell'ordine delle centinaia di milioni di Euro. La cifra è modesta se rapportata ai 63 euro al secondo che dovremo pagare per il surplus di emissioni di CO2 e agli impegni finanziari per il sostegno di altri progetti che sono considerevolmente meno promettenti. Si pensi solo ai miliardi di Euro che vengono stanziati per i rigassificatori, gli inceneritori, e per lo sfruttamento degli scarti del petrolio, che sono ammontati a circa 30 miliardi di Euro, erogati in poco più di 10 anni, grazie al cosiddetto provvedimento CIP6.
             
Le associazioni radicali RientroDolce e Satyagraha ritengono che la priorità nel settore della produzione di energia rinnovabile vada data all'eolico di alta quota; è importante che i cittadini vengano informati di questa opportunità, è importante che la politica possa valutare e orientare le sue decisioni con dati precisi ed elementi certi, è importante che si dia all'industria e all'economia italiana una possibilità, unica in questo momento, di eccellere in un campo che sta diventando strategico.
         
Per informazioni:
          
Mario Marchitti (339 3452812, 011 4378200)
Jolanda Casigliani (348 5335307, 011 4331239)
             
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