Home arrow Rassegna Stampa e Web arrow Dal disastro demografico a quello energetico e alimentare
Dal disastro demografico a quello energetico e alimentare Stampa E-mail

Da www.luigidemarchi.it

Dal disastro demografico a quello energetico e alimentare

Lester Brown, uno degli ecologisti più intelligenti e famosi (due qualità raramente associate, soprattutto tra gli ecologisti), già presidente del Worldwatch Institute ed ora dell’Earth Policy Institute, ha pubblicato di recente un rapporto che inizia con queste, parole solenni e drammatiche:

“Stiamo assistendo all’inizio d’una delle più grandi tragedie della storia umana. Il mondo sta entrando nella più grave crisi alimentare di tutti i tempi, mentre i prezzi delle granaglie e della soia s’impennano su scala planetaria a livelli senza precedenti. Ciò ha prodotto una generale impennata dei prezzi del pane, della pasta e delle tortillas (il pane dei messicani) nonché della carne, del pollame, dei salumi, delle uova, del latte e degli altri prodotti degli animali alimentati coi cereali. In Messico l’impennata delle tortillas ha già prodotto varie sommosse popolari, in Pakistan i prezzi raddoppiati stanno incrementando l’ostilità per il governo e anche in Cina i prezzi dei generi alimentari in rapida ascesa stanno creando forti tensioni.

“I prezzi delle granaglie – continuava Lester Brown – hanno visto tre impennate negli ultimi settant’anni, ma sempre e solo in coincidenza con annate di magri raccolti. Oggi invece il continuo e stabile aumento dei prezzi dipende solo dal fatto che la domanda sistematicamente supera l’offerta. Per qualche anno, sebbene la produzione di cereali fosse inferiore alla domanda del mercato, il divario è stato sempre colmato attingendo alle scorte dei paesi produttori (anzitutto gli Stati Uniti). Ma ora anche le scorte sono quasi esaurite mentre, anche quest’anno, le prospettive dei raccolti sono magre. L’impennata dei prezzi, quindi, sarebbe comunque destinata a continuare, ma ora sui mercati ha fatto irruzione la forte domanda di cereali da parte delle industrie impegnate nella produzione dei carburanti a ritmi crescenti (una domanda cresciuta dai 54 milioni di tonnellate del 2006 agli 86 milioni del 2007 e destinata a crescere a 114 milioni di tonnellate nel 2008). La crisi alimentare, quindi, si profila sempre più gigantesca”.

L’analisi di Lester Brown è, come sempre, molto documentata e lucida, anche se pecca del solito autolesionismo di troppi intellettuali occidentali. Egli sembra infatti addossare la responsabilità di tutto questo agli Stati Uniti, dimenticando che, alla conversione della produzione alimentare in produzione energetica, partecipano, com’è logico, tutti i grandi produttori di cereali: dal Brasile, all’Argentina, all’Ucraina, ai paesi asiatici. Ma, al di là della solita caccia al colpevole, che significa tutto ciò ?

Per i miliardi di affamati del mondo intero, a parole tanto amati dai demagoghi della politica e delle religioni dogmatiche, ciò significa che mangeranno ancora meno e moriranno ancora di più. La Banca Mondiale calcola infatti che ogni aumento dell’1 per cento nei prezzi alimentari comporta una diminuzione dell’0,50 per cento della già insufficiente dose di calorie assunta da miliardi di poveri. Così, secondo i calcoli di due nutrizionisti dell’Università del Minnesota (questi calcoli scomodi sono accuratamente evitati dai nostri accademici catto-comunisti), il numero dei moribondi per fame raddoppierà tra una decina d’anni, toccando l’orrenda cifra di 1 miliardo e 200 milioni. E il numero dei bambini che muoiono di fame ogni anno, grazie ai provvidi veti vaticani e islamici sul controllo delle nascite, è già salito dai 15 milioni degli anni scorsi, ai 18 milioni del 2007.

Ma, come ho avuto modo di sottolineare altre volte, la crisi energetica e quella alimentare hanno una matrice comune, tanto cruciale quanto sottaciuta: la sovrappopolazione cronica e l’esplosione demografica degli ultimi cent’anni. Sia l’insufficienza delle forniture energetiche (dovuta alla moltiplicazione delle economie di trasformazione di tipo europeo che possono sopravvivere solo moltiplicando i posti di lavoro e le emissioni di gas tossici per sostentare popolazioni di gran lunga superiori alle risorse dei loro territori) sia la crisi alimentare (dovuta a un incremento delle popolazioni quasi sempre superiore alle possibilità produttive locali) derivano infatti dalla sproporzione tra la domanda e l’offerta, tra i fabbisogni delle popolazioni e le disponibilità dei territori. Così oggi la crisi sta esplodendo per l’impennata simultanea dei prezzi energetici e alimentari, dovuta alla pressione sempre più schiacciante esercitata dai fabbisogni di cibo d’una popolazione in crescita esplosiva sulle disponibilità calanti di cibo e d’energia. Insomma, la coperta delle risorse è sempre uguale, mentre i popoli la tirano sempre più litigiosamente di qua e di là nel tentativo sempre più fallimentare di soddisfare i loro crescenti bisogni alimentari o energetici.

Ma, sulla causa centrale di questa tragedia che, come scrive Lester Brown, è una delle più grandi della storia umana, continua da un lato il silenzio vile e disgustoso della politica e, dall’altro, lo schiamazzo altrettanto disgustoso dei sommi sacerdoti contro ogni regolazione delle nascite. Già, come possono, i paladini della morale misogina e dogmatica (da Giuliano Ferrara ai cardinali cattolici e ai fondamentalisti islamici) conciliare nella loro coscienza da un lato le chiassose e ingiuriose invettive contro le interruzioni di gravidanza e, dall’altro, la strage degli innocenti prodotta ogni anno dal loro rifiuto della contraccezione ? Questi comportamenti socialmente provocatori e rovinosi, oltre che eticamente assurdi, non possono essere più ignorati o sostenuti. Essi devono essere denunciati e contrastati da chiunque voglia salvare l’umanità dal disastro incombente: un disastro scatenato da due prodotti patologici e patogeni della psiche umana, cioè la risposta fanatica delle gerarchie dogmatiche all’angoscia esistenziale e i tabù sessuofobici che da quei fanatismi derivano.

Luigi De Marchi

4 Febbraio 2008

Copyright 2000 - 2004 Miro International Pty Ltd. All rights reserved.
Mambo is Free Software released under the GNU/GPL License.

sovrappopolazione, demografia, fame nel mondo, carestie, epidemie, inquinamento, riscaldamento globale, erosione del suolo, immigrazione, globalizzazione, esaurimento delle risorse, popolazione, crisi idrica, guerra, guerre, consumo, consumismo