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Ma il vero risparmio nasce dal cervello

Vi è mai capitato di sentire su un treno di Pendolari o al bar prossimo a qualche ufficio qualcosa di simile alla seguente frase:

“Oggi devo andare in ufficio, ho un sacco di e-mail da scrivere e poi mi devo sentire in teleconferenza con sede di Londra”.

Usiamo al meglio gli strumenti della logica, della matematica applicata, delle telecomunicazioni per migliorare la qualità della vita e l’efficienza sul lavoro?

La risposta è no, no perché il vero risparmio non fa fare affari in senso stretto, non fa PIL.

Pensiamo per un attimo all’ assurdità di andare in un ufficio per telefonare altrove e inviare e-mail, magari perdendo tempo a viaggiare, consumando anzi sprecando carburante, tempo e assumendo pure una postura deleteria durante la coda in autostrada o tangenziale, o nell’attesa su un treno.

Pensiamo poi che attorno ai grandi centri , dopo una certa soglia di traffico, abbiamo un ulteriore spreco di tempo ed energia dovuto al fattore congestione, ovvero, a macchine ferme che vanno piano piano con motore acceso e pendolari arrabbiati.

Pensiamo che ormai anche se Italia abbiamo un Divario Digitale piuttosto grave per quanto riguarda la connettività e la qualità della stessa rispetto alla media europea, le principali città sono comunque connesse e che tramite alcuni semplici meccanismi è possibile svolgere il nostro lavoro.

Le reti private virtuali (Virtual Private Network o VPN): possibilità tramite un software client di accedere da un PC remoto a un ufficio.

Gli uffici virtuali: sono veri e propri uffici dove è possibile comprare uno spazio, una scrivania con connettività Internet e telefonica in modo da connettersi da una sede più vicina e trovarsi anche in un contesto non “isolato” socialmente, ovvero persone che possono non essere collegate al nostro lavoro come ormai accade anche tra lavoratori della stessa azienda in cui gli uffici adiacenti non hanno altre attività in comune se non il caffè o il pranzo, il vantaggio in tale caso è di avere comunque relazioni e interazioni sociali.

Pensiamo a uno studio finalizzato al posizionamento di uffici virtuali in funzione dei flussi di traffico dei pendolari sorretti dallo strumento della matematica applicata, penso al problema del trasporto o in generale ai metodi di ottimizzazione applicabili in tale campo.

Potremmo da domani incentivare un giorno a casa per settimana dei dipendenti pubblici, delle regioni, delle province e dei servizi in generale, pensate al 20% in meno di traffico pubblico a Roma da domani!!

Insomma quando si parla di risparmio si comincia in realtà subito a ipotizzare grossi sprechi, a fare motori nuovi e rottamare veicoli che non hanno compiuto il ciclo di vita e non sono stati ingegnerizzati per uno smaltimento intelligente, a bucare montagne o a rifare edifici più alti o più bassi, più larghi o più stretti (distruggendo magari antiche case di muro e legna con le tegole di un tempo, soccombenti all’avanzata dei centri commerciali).

Io penso , quando si parla di risparmio a un gruppo di lavoro, con carta, matita e computer che si siede attorno a un tavolo, con dati, cifre numeri e pensa come ottimizzare percorsi, tagliare sprechi, migliorare la vita di chi lavora o vive in una certa area ovvero di aumentare il non misurato né considerato PIL della qualità di vita e dell’ uso razionale delle risorse.

Potremmo per fare un esempio pensare al malcapitato che su un ambulanza gira a uno a uno ospedali che lo rifiutano, non sarebbe sufficiente una base di dati on-line dei posti letto divisi per specificità consultabile via palmare come un Tom Tom ?

Sul mio cellulare ci ricevo le mail e ho un navigatore, la tecnologià c’è già, i cervelli non seguono.

Insomma signori miei, facciamo correre i bit e non i pendolari, facciamo un po’ di risparmio a PIL uguale a zero e accendiamo qualche idea nei cervelli dei decisori, che fuori dal termine crescita mi paiono molto appannati.

Saluti cordiali

Stefano Bilotti

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