Home arrow Rassegna Stampa e Web arrow "Gli untori del petrolio" di Ugo Bardi
"Gli untori del petrolio" di Ugo Bardi Stampa E-mail

Da aspoitalia.net

21 Gennaio 2008

Gli untori del petrolio

di Ugo Bardi

Io non sono nato economista; all'università ho studiato chimica. Però, più passano gli anni, più trovo affascinante la scienza dell'economia. Proprio per questo, mi trovo a stupirmi di come gli economisti rinneghino alle volte i principi di base della loro scienza. Nel caso del petrolio, di fronte agli aumenti di prezzo, guardate quanta gente si è messa a dare la colpa ai non meglio identificati "speculatori", proprio come al tempo della peste di Milano si dava la colpa agli untori. Si sono dimenticati dell'esistenza delle leggi del mercato? E' come se io, di fronte a un esperimento di chimica non riuscito, dessi la colpa alle streghe o ai goblin.

La chimica, tutto sommato, è facile e forse è per questo che tanta gente la trova noiosa. In effetti, in chimica tutto è determinato dalle leggi della termodinamica e dagli esperimenti. L'economia è una cosa completamente differente. Non che non ci siano di mezzo anche li le leggi della termodinamica; al contrario è un errore trascurarle. Ma il sistema economico non si presta a essere descritto mediante semplici leggi deterministiche . E' giusto che sia così, è un esempio classico di un sistema "non lineare", ovvero dove ci sono molti elementi che agiscono e che si influenzano vicendevolmente.

Nel sistema economico, il concetto di "mercato" è veramente fondamentale. E' stata un'intuizione geniale dei fondatori della scienza dell'economia che, nell '800, avevano una visione decisamente "non lineare" delle cose. Leggetevi Stanley Jevons e Adam Smith, per esempio, e capirete cosa intendo dire. Erano dei giganti del pensiero umano. Il mercato è un sistema che cerca un suo equilibrio bilanciando le varie spinte che arrivano dagli elementi che lo compongono.

Purtroppo, gli economisti moderni hanno spesso cercato di descrivere il mercato con un approccio lineare, con risultati decisamente pessimi. Questo ha portato a una certa reazione negativa contro gli economisti e l'economia. Cercate Jay Hanson su internet e capirete cosa voglio dire. Sicuramente esagera, ma anche non si può dire che abbia tutti i torti. Eppure, l'economia è una scienza che ha a che fare con la nostra vita di tutti i giorni e i concetti che esprime sono estremamente utili; in particolare la metafora del mercato ci può guidare a capire il perché certe cose succedono.

Consideriamo la questione del petrolio. Abbiamo tutti visto che i prezzi aumentano e qualcuno reagisce con l'equivalente del "dalli all'untore" della peste di Milano, ovvero "dalli allo speculatore". Eppure, il petrolio è un caso in cui si può veramente parlare di "libero mercato" a livello planetario. Considerate che in questo mercato si vendono ogni anno più di duemila miliardi di dollari petrolio; circa due volte il PIL italiano tutto intero. Vi sembra possibile che un gruppetto di cospiratori che si riuniscono in una stanza fumosa a Zurigo possano influenzare una massa di soldi del genere?

Invece, cerchiamo di ragionarci sopra in termini di mercato. Nel mercato, ci sono produttori e consumatori e i prezzi sono un'informazione che i due gruppi si scambiano e che descrive il rapporto fra domanda e offerta. I prezzi che si alzano sono un messaggio. Ai produttori dice "producete di più!". Ai consumatori dice "consumate di meno!"

Secondo quello che si legge nei testi di economia, il mercato usa questa informazione che viene scambiata fra produttori e consumatori per aggiustare la produzione a un livello ottimale secondo certe condizioni che i testi definiscono usando un linguaggio un po' astruso per i non iniziati. Comunque, queste condizioni non implicano niente di più che in un libero mercato si tende a raggiungere una condizione in cui produttori e consumatori arrivano a un compromesso in termini di prezzi e produzione che è soddisfacente per entrambi.

Nel caso del petrolio, bisogna anche tener conto della limitazione della risorsa. Quello che sta succedendo è che i produttori si trovano davanti al graduale esaurimento delle risorse che hanno sfruttato fino ad oggi. Non che le risorse siano completamente esaurite, ma trovarne ed estrarne di nuovo diventa sempre più caro. La produzione è piatta ormai da qualche anno; interrompendo la tendenza storica all'aumento che era stata la regola da oltre un secolo. L'economia, invece, continua a espandersi, specialmente in paesi come l'India e la Cina, e vorrebbe sempre più petrolio

Allora, come reagisce il mercato di fronte a questa condizione? Mandando un segnale a produttori e consumatori per mezzo dei prezzi. Alzando i prezzi, il mercato dice ai produttori "producete di più!" Ai consumatori dice "consumate di meno!"

Però i produttori si trovano in difficoltà a produrre di più perché andare a sfruttare le risorse petrolifere che rimangono costa sempre più caro. I consumatori, da parte loro, si trovano incastrati in un sistema di vita nel quale è difficile per loro ridurre i consumi.

Allora, cosa fa il mercato? Semplice: urla sempre più forte e il messaggio è sempre quello: "producete di più!" e "consumate di meno!" Ovvero, aumenta sempre di più i prezzi.

A lungo andare, qualcuno finirà per dar retta al mercato e ne vediamo già dei sintomi chiari. Più che altro, sembra che siano i consumatori a essere costretti a ridurre i loro consumi; sembra che sia un po' più difficile per i produttori reagire aumentando la produzione. Come si era detto,
la curva della produzione di petrolio è tuttora piatta, mentre quella del consumo sta mostrando una certa tendenza alla diminuzione in molti paesi occidentali (questa riduzione nei paesi consumatori è compensata dall'aumento nei paesi produttori).

Quindi, che cosa ci possiamo aspettare che succeda nel futuro? Beh, sembrerbbe ovvio: vedremo il mercato continuare a lanciare il suo segnale, forse anche più forte (ovvero prezzi ancora più alti) finché non si verificheranno una delle due cose: 1) aumento della produzione petrolifera o 2) recessione economica con conseguente diminuzione dei consumi. A quel punto, i prezzi potranno diminuire.

A voi la scelta fra le due cose che si verificheranno: a parere di ASPO, è molto più probabile che si verificherà una recessione economica, compensata soltanto in piccola parte dagli sforzi dell'industria petrolifera di aumentare la produzione. Per questo, a un certo punto ci dobbiamo aspettare che i prezzi cominicino a diminuire. Ma, attenzione, questo non vorrà dire che la crisi del petrolio è finita. Al contrario!

Per una discussione un po' più dettagliata, potete dare un'occhiata
a un mio recente articolo.

Copyright 2000 - 2004 Miro International Pty Ltd. All rights reserved.
Mambo is Free Software released under the GNU/GPL License.

sovrappopolazione, demografia, fame nel mondo, carestie, epidemie, inquinamento, riscaldamento globale, erosione del suolo, immigrazione, globalizzazione, esaurimento delle risorse, popolazione, crisi idrica, guerra, guerre, consumo, consumismo