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Il cargo che sfrutta i venti di alta quota Stampa E-mail

Dal "Corriere della sera"

I VENTI IN QUOTA SONO PIU' FORTI DI QUELLI A LIVELLO DEL MARE

La nave trainata da un enorme aquilone

Salpato il Beluga Skysail, vascello mercantile mosso (anche) dall'energia eolica

AMBURGO - Dando una rapida occhiata si potrebbe pensare che il mondo è tornato all'epoca dei trasporti su veliero. Ma guardandocon più attenzione ci si renderebbe conto che si tratta di un progetto supertecnologico, che sfrutta la forza del vento per tagliare i costi di carburante e diminuire l’inquinamento. E' partito il 15 dicembre da Amburgo per il suio primo viaggio commerciale il «Beluga Skysails», un rivoluzionario cargo trainato da un enorme aquilone che attraverserà l'oceano Atlantico.

VELA AEREA - Si tratta di un vascello mercantile portacontainer di 132 metri, ed è dotato di una vela aerea, costruita con una fibra sintetica ultraleggera, che si estende fino a 300 metri nel cielo. Attraverso un computer di bordo la vela aerea è posizionata in modo da sfruttare al meglio i venti: questi, infatti, ad un' altezza tra i 100 ed i 500 metri, sono più costanti di quelli che soffiano sulla superficie dell'oceano. Ogni armatore che vorrà applicare questo sistema alla propria nave dovrà investire 500 mila euro, ma, secondo gli analisti, ogni giorno di lavoro ne recupererebbe circa 1.200. Naturalmente quando il vento è fiacco, la nave usufruirà dei normali motori, ma quando spirerà una forte brezza, potrà muoversi sfruttando solo l’energia eolica. Gli ambientalisti sono pronti a scommettere sull'esperimento e affermano entusiasticamente che nel prossimo futuro il mondo dei trasporti riscoprirà i benefici della vela: «Segnerà l'inizio di una nuova rivoluzione» afferma Stephan Wrange, inventore e manager dello SkySail. «Abbiamo calcolato che le navi possono ridurre i consumi di gasolio dal 30 al 50% a seconda delle condizioni del vento».

PIANETA - Secondo Wrage chi più beneficerà di questa rivoluzionaria idea è il nostro pianeta. Se fosse costruita una flotta di navi simili, nell'atmosfera sarebbero immessi 142 milioni di tonnellate in meno di anidride carbonica all'anno, cioè il 15% di CO2 prodotta in 12 mesi dallo Stato tedesco. Le navi mercantili sono considerate fra i più significativi produttori di emissioni nocive. Un modo per ridurle in modo drastico sarebbe quello di imporre dei limiti di velocità negli oceani. Se le navi riducessero la loro velocità del 10% a loro volta le emissioni di carbonio diminuirebbero del 23%. Tuttavia, secondo gli esperti, la diminuzione della velocità causerebbe automaticamente l’aumento delle navi nell’oceano e quindi il ritorno a precedenti tassi d’inquinamento. Dunque secondo l'ingegnere Wrage l'unica soluzione è diminuire l'uso dei motori mantenendo però le stesse velocità: «Quando i venti sono forti, il capitano della nave può usare il nostro sistema trainante» afferma l'ingegnere. «Probabilmente noi si potrà evitare del tutto l’uso dei motori, ma si potà confidare in parte sulla spinta delle vele».

Francesco Tortora

15 dicembre 2007

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