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Il generatore eolico Kitegen, un progetto importante Stampa E-mail

Da "Notizie Radicali" del 31/10/2007

Kitegen, un progetto importante che vogliamo sottoporre all'attenzione della "galassia radicale"

di Mario Marchitti, Luca Pardi, Jolanda Casigliani

Cari compagni radicali,

Vi scriviamo alla vigilia del congresso del partito per avvertirvi che se non agiamo in fretta, con decisione e incisività rischiamo di perdere un’occasione storica per il partito, e per certi aspetti anche per l’Italia. Ormai siete tutti venuti a conoscenza delle problematiche legate alla crisi energetica, ambientale e umanitaria che quasi quotidianamente i giornali ci trasmettono, quasi con un senso di compiacimento. All’interno delle nostre associazioni abbiamo cercato di rispondere a queste sfide, e fra queste risposte ce n’è una che il partito fa fatica a recepire per l’importanza che merita. Si tratta del KiteGen di Massimo Ippolito, un progetto che è stato presentato su molti giornali nazionali, oggetto di ricerca presso dipartimenti di diversi politecnici italiani ed europei; un’idea che è all’attenzione anche di organismi internazionali. Al progetto manca ancora quella massa critica di attenzioni, di spinte, di attività di lobbying che possano mettere in moto una spirale virtuosa di investimenti e risorse. Massimo Ippolito è stato più volte presente ai congressi del partito, alle riunioni delle associazioni, ha parlato e illustrato il suo progetto a molti di voi, è tuttora disponibile a continuare in questa attività. Però occorre che il partito si muova, che concretizzi l’appello alla libertà di ricerca scientifica; perché questa libertà non riguarda solo la ricerca sulle staminali ostacolate dalle gerarchie vaticane; questa libertà riguarda anche quei progetti nati dall’ingegno e dalla perseveranza del singolo che si muove fuori dagli schemi costituiti. Qui non si chiede di perorare un’idea romantica, di aiutare il singolo contro le istituzioni. Si chiede invece di valutare un certo progetto che risponde ai problemi oggi fra i più impellenti e che risponde meglio di qualsiasi altra opzione. Vi chiediamo pertanto se avete intenzione di agire con interrogazioni parlamentari in Italia e in commissione europea. Se avete intenzione di divulgare per radio, nelle commissioni, nelle riunioni politiche , e nelle occasione di pubblico dibattito la realtà di questo progetto e delle sue travolgenti implicazioni. Questa azione di lobbying del partito avrebbe certamente delle ricadute positive sul partito stesso, da una parte una molto probabile ricaduta mediatica ed accordandosi con Ippolito un eventuale ruolo del partito remunerato come centro studi (ong) a supporto del progetto. Faccio presente che chi scrive (Mario Marchitti) conosce da svariati anni il progetto, ha avuto la possibilità di leggere una documentazione più dettagliata, di esaminare alcuni disegni costruttivi; ha visto in funzione il primo dimostratore, è in possesso di alcune tesi di laurea di studenti del politecnico, ha anche fornito una collaborazione a livello operativo.

Il progetto è ormai conosciuto anche all’interno di altri schieramenti politici, e ci dispiacerebbe che Massimo Ippolito, così in sintonia con la politica radicale, dovesse, in mancanza di riposte adeguate, fare l’esule. Qui di seguito si offre una panoramica del progetto e delle sue implicazioni per potere  effettuare le valutazioni del caso:

- Si sta aprendo la forbice fra la domanda e l’offerta di combustibili fossili. Sebbene questa drammatica evenienza viene sempre più spesso riportata dalla cronaca, essa fa fatica a dettare adeguatamente le politiche economiche e a orientare le risorse.

- I problemi ambientali generati dalla combustione di gas petrolio e carbone si stanno manifestando con drammaticità.

- Si è tutti convinti a livello discorsivo che occorre rivolgersi alle energie rinnovabili derivanti dal sole e dal vento.

- Esiste un giacimento di energia non ancora sfruttato che è rappresentato dal vento di alta quota o troposferico, che le attuali torri eoliche riescono solamente a scalfirlo, e non ci si attende da queste macchine significativi miglioramenti e aumenti di potenza.

- L’energia raccoglibile dal vento troposferico, con un adeguato sistema, potrebbe soddisfare di circa 80 volte il fabbisogno globale di energia (è un dato che scaturisce dall’analisi fisico dinamica dell'atmosfera).

- Esiste un progetto tutto italiano chiamato KiteGen che intende sfruttare questa risorsa. Il progetto ha ricevuto una dozzina di diligence tecniche (alcune pubbliche: Draken Fundation, MAP, WREC, Impresa Ambiente) che lo pongono come il più avanzato ed il più promettente. Gli atenei come il politecnico di Torino e Milano sostengono già il progetto, e vi sono oltre dieci tesi di laurea in corso. (tutto documentabile).

- Il KiteGen non ha ricerche di base o breaktrough tecnologici da superare per arrivare a realizzare le macchine industriali, occorre invece molto lavoro minuto ed applicativo di tipo principalmente ingegneristico e progettuale. Questo tipo di lavoro potrebbe essere drasticamente accelerato aumentando adeguatamente le  risorse al progetto.

- Attualmente il KiteGen per procedere deve superare un ostacolo molto alto rappresentato dalla realizzazione della prima macchina completa il più possibile conforme alla ideazione originale, che comunque è già una macchina di grosse dimensioni (800 m di dimetro e di costo non banale). Il costo del prototipo ad anello è di 10MEuro limitatamente al primo modulo da 500kW e poi per estendere la stessa macchina ai 10 MW nominali servono altri 40Meuro. Da notare però che questa prima macchina è gravata del costo di sviluppo e progettazione. Ulteriori esperimenti in scala ridotta non risolverebbero i requirements della verifica a scala industriale.

- Il KiteGen e stato ammesso a finanziamento una prima volta dalla regione Piemonte (parziamente erogato), dal ex FIT del MAP ministro delle attività produttive, ed ora nuovamente dalla regione Piemonte in combinazione con dei partner industriali. Si fa presente che essere ammessi a finanziamento non vuol dire ricevere immediatamente i fondi  anzi...passano anni. Comunque per ora la dotazione sulla quale il progetto potrà far conto sono alcuni milioni di euro all'anno a partire dal 2008. (1 dal FIT, 2 dalla regione, 2 dai partner) a seguire ci dovrebbe essere "Industria 2015 di Bersani" con un totale di 15 - 25Meuro ma il "2015" si teme sia la data prevista di erogazione. - Il KiteGen ha un costo di produzione dell'energia previsto di alcune volte inferiore alle fonti attuali economicamente più convenienti.

- Il KiteGen può avere un costo in conto capitale previsto inferiore ad un terminale di rigasificazione pur producendo la medesima energia equivalente veicolabile dal rigasificatore, dopo di chè il vento è gratuito, mentre il gas occorre continuare ad acquistarlo !

- Sul KiteGen è stata prodotta una analisi preliminare di impatto ambientale che argomenta il vantaggio decisivo rispetto alle altre fonti di energia. (http://tech.groups.yahoo.com/group/kitegen/files/VIA_kitegen.pdf)

- Il KiteGen ha già dimostrato il volo di profili alari vincolati fino ad 800 m e ha prodotto energia come da simulazioni con un prototipo di piccola dimensione denominato mobilegen. (ci sono filmati disponibili)

- L'Energia a basso costo potrebbe essere utilizzata per produrre ed aiutare il dispiegamento del solare fotovoltaico sui tetti degli edifici in modo da realizzare e stabilire con il KiteGen un mix energetico che garantisca e risolva per sempre la sicurezza della fornitura energetica, permettendo così di modulare e bilanciare il prelievo delle risorse rinnovabili in ragione di un monitoraggio e valutazione continua di opportunità e sostenibilità.

- L'Energia a basso costo di origine rinnovabile può essere utilizzata nei momenti di picco produttivo (molto sole e molto vento) per sintetizzare i combustibili liquidi, che in certe applicazioni sono imbattibili come concentratori ed accumulatori di energia (per i voli aerei, la navigazione marittima, il trasporto su gomma di lungo raggio). La  sintesi chimica può avvenire in prospettiva direttamente catturando il carbonio dalla atmosfera, riducendo nel contempo il problema climatico della eccessiva concentrazione di CO2 provocata dal periodo industriale/petrolifero. Il rendimento energetico di questo processo di sintesi si attesta attualmente al 10% ma alcuni accorgimenti potrebbero elevarne al 30% la resa, ma tali rendimenti probabilmente non sarebbero più parametri limitanti, avendo abbondante energia  rinnovabile.

- L'Energia a basso costo di origine rinnovabile potrebbe abilitare l'implementazione di tutti i presidi che consentono un risparmio energetico ed una razionalizzazione dell'uso dell'energia, infatti siamo nella situazione incombente e grottesca di una limitante penuria energetica fossile, mentre si dovrebbe investire molto (soprattutto energia) nella ottimizzazione e nella razionalizzazione. (isolamenti, mezzi collettivi, sostituzione parco veicoli e elettrodomestici a basso consumo ecc.)

- La disponibilità di energia elettrica potrebbe abilitare la transizione della mobilità verso il paradigma del tutto elettrico, liberando le conurbazioni dagli eccessi di concentrazione di gas combusti.

- La disponibilità di energia elettrica e solare è anche la soluzione al sempre più grave problema globale della disponibilità di acqua potabile e per l'agricoltura (dissalatori e pompaggi), inoltre offrirebbe una alternativa per la produzione di fertilizzanti attualmente derivati dal metano.

- Occorre quindi verificare se tutto ciò che è detto qui sopra è plausibile, comunicabile, comprensibile e condivisibile.

- Ci si chiede se è opportuno stimolare, o ottenere, o remunerare e organizzare istituzionalmente una ennesima diligence tecnica e socioeconomica specifica sul KiteGen, o in seconda battuta, sull'eolico troposferico, che coinvolga ed incarichi esplicitamente un largo numero di attori, e che sia pubblica in modo da fornire ai decisori non tecnici la chiara misura della potenzialità del nuovo concetto. (Balzani, Armaroli, Rubbia, Battaglia, Sorokin, Bardi, Pistorio, Rifkin, degli Espinosa, Silvestrini, Pallante, Frattale Mascioli, Saraceno, Pardi, Fanelli, Laponche, Bologna ecc. ). Potrebbe essere facile e costare poco, ma non dovrebbe pagare la KiteGen research altrimenti puzza, potrebbe pagare RI in seguito ad una speciale sottoscrizione, oppure su fondi EU a disposizione dei parlamentari per fare piccole indagini.

- Si è convinti che il KiteGen, o in seconda battuta l'eolico troposferico, può in questa fase divenire un argomento da trattare a livello politico, al fine di allargarne la consapevolezza e di favorire le prime installazioni sperimentali, in modo da innescare velocemente tutti le implicazioni riportate nei punti precedenti, che interesseranno la vita di ciascuno

- La dimensione nazionale del progetto è una risorsa da valorizzare, una preziosa opportunità da cogliere. In difetto di queste o altre iniziative il progetto KiteGen continuerà a progredire, ma con dei tempi compatibili con la disponibilità delle risorse.

- Il fatto che il KiteGen possa essere un buon business non emoziona Massimo Ippolito, anzi attualmente è un elemento frenante particolarmente ingombrante; è stato detto più volte che non si può parteggiare per il KiteGen (Signorino, i verdi ecc.), sarebbe come se si parteggiasse per la Vestas a discapito della Gamesa ed altre. E’ un ragionamento che rifiutiamo, poichè il KiteGen è un progetto di ricerca applicata, non ancora un brand, come l'ITER. Ciò che comunque ci piacerebbe che passasse sarebbe il sostegno convinto all'eolico troposferico, ora genericamente definito alla pari del solare termodinamico, alla fusione nucleare, all'eolico tradizionale ecc. Noi si spera invece che possa diventare riconoscibile come categoria a se stante.

Cosa ne pensate?

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