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Il natalismo è un attacco alla libertà personale, non solo un problema ecologico Stampa E-mail

Il natalismo è un attacco alla libertà personale, non solo un problema ecologico

Ho trovato abbastanza insipido l'intervento di Marco Cappato e Luca Pardi contro il pernicioso natalismo di Prodi, Berlusconi, Letta e Bindi.

Cappato e Pardi ne fanno una questione ambientalista. Magari lo è anche: ma non solo, anzi.

Il natalismo si puo' facilmente e soprattutto vedere come un attacco alla libertà personale.

Non è infatti che se improvvisamente trasformassimo Marte e Venere in pianeti abitabili, allora ci andrebbe bene fare figli a più non posso, visto che i limiti ecologici sarebbero molto più grandi di adesso.

Il problema principale del natalismo è invece che ha l'obiettivo, ignaro o voluto, di convincere la metà femminile dell'umanità ad immolare il proprio corpo nella procreazione.

Fare figli è una scelta legittima, ma solo qualora fatta in maniera libera e consapevole.

Le politiche nataliste vogliono invece relegare le donne in età fertile principalmente al ruolo di madri (e mogli, evidentemente), negando valore a ogni altro tipo di contributo sociale da parte loro.

L'emancipazione femminile, la liberazione dopo millenni di schiavitù virtuale ha coinciso con la diminuzione delle nascite, proprio perché le antiche costrizioni non ci sono più.

Checché se ne dica allora di "capacita' di carico" e "sovraffollamento", non permettiamo a nessuno di far regredire la nostra società, vedendo uteri là dove ci sono persone..

Maurizio Morabito (lettera a "Notizie Radicali")

Commento di Gaetano Dentamaro alla lettera di Maurizio Morabito

Sono d'accordo con molta parte di questa tua lettera, mi pare che centri un punto. Però il fondamentalismo non manca ed è sbagliato:

Fare figli e' una scelta legittima, ma solo qualora fatta in maniera libera e consapevole.

Quindi se la scelta non è libera anche solo a causa di insegnamenti ricevuti; oppure, se è inconsapevole (per esempio: si rompe il preservativo) diventa "illegittima"? Non è più conforme alla "norma" o a quanto prescritto dal diritto e dalla legge?

E' un'affermazione che fa il paio con quella di Guido ("comportamento antisociale... contro lo stesso interesse dei figli"): l'interesse dei figli a non nascere (in un mondo sovrapopolato, destinato alla fine in brevi anni, con la morte tra atroci sofferenze eccetera) è uguale all'interesse a nascere dell'embrione di cui parlano Binetti e Casini.

Una legge che dichiari "illegittimo" il figlio del preservativo bucato non mi sembra meno mostruosa di una legge che prescriva l'opposto, per esempio vietandone l'aborto.

Una polemica contro gli asili non è sterile, è il suo contrario: fa fare più figli. Empowerment, libertà delle donne (e delle nonne) significa anche più, e non meno, servizi sociali e quindi anche più asili; più, e non meno, flessibilità del lavoro; più, e non meno, tutela per la maternità, sperabilmente in condizione di parità tra uomini e donne. Se le donne che (liberamente e consapevolmente) fanno un figlio, poi a causa di questo vengono espulse dal mercato del lavoro, probabilmente finiranno per fare altri figli; se a causa della maternità perdono carriera e hanno la prospettiva di uscire dal mercato prima -- quando invece potrebbero essere più vicine al top; se continua  a causa di questo la disparità di trattamento salariale con un privilegio accordato ai maschi; se gli stessi non vengono investiti delle cure parentali, la moglie a casa e il marito a guadagnare di più per la prole; è proprio a questo scenario che ci vogliono ricondurre "i  natalisti" e in mancanza di riforme che attribuiscano maggior potere alle donne avranno gioco facile. Maggior potere per le donne arabe, africane, cinesi, iraniane... e italiane.

Gaetano Dentamaro (intervento nel gruppo "rientrodolce")

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