Home arrow Interventi degli iscritti arrow Luigi De Marchi a R.R: 21/08/05
Luigi De Marchi a R.R: 21/08/05 Stampa E-mail

Sovrappopolazione:
il vero problema


Luigi De Marchi a Radio Radicale 21/08/05

In un bell’articolo intitolato “Silenzio sul problema centrale del nostro tempo” e apparso sulla rivista “The Environmentalist” (“L’ambientalista”), Maria Luisa Cohen, presidente dell’Assisi Nature Council (un’organizzazione ambientalista internazionale), cerca d’individuare i motivi per cui l’esplosione demografica, da me definita già negli anni ’80 “madre di tutte le tragedie contemporanee” (fame, sete, guerre territoriali, disoccupazione di massa, povertà, bambini schiavi, desertificazione del pianeta, migrazioni disperate) sembra oggi ignorata o negata da tutti.

“Questo problema – scrive Marisa Cohen – non arriva al vasto pubblico perché i media, che hannop sicuramente un grande impatto sull’opinione pubblica, lo ignorano sistematicamente. E altrettanto fanno i governi e le organizzazion non governative.
Questo articolo tenta di capire perché”.

Con la sua ricerca, Marisa Cohen ha scoperto che fin dal 1977 25 giornalisti americani intervistati in proposito da Michael Maher avevano dichiarato di evitare la questione della sovrappopolazione perché si trattava di “un tema controverso”. Incredibilmente, perfino le organizzazioni ambientaliste già negli anni ’80 eliminarono la regolazione delle nascite dalle loro rivendicazioni.

Marisa Cohen indica alcuni motivi della diffusa resistenza dei media a discutere la questione demografica: 1) L’ignoranza diffusa della questione nel mondo giornalistico; 2) Lo snobismo del cosiddetto politically correct; 3) la pressione dei proprietari delle testate sui giornalisti. Se poi si passa a considerare i fattori politici, Marisa Cohen ci ricorda che, da un lato, la cultura e le dirigienze di destra tendono a negare gli argomenti degli ambientalisti circa i limiti delle risorse naturali ed i pericoli climatici e sanitari connessi all’inquinamento, mentre la cultura e le dirigenze di sinistra tende a vedere nel consumismo, non nella sovrappopolazione, la fonte della minaccia ambientale ed a confidare nella creatività umana e nell’immensità delle risorse ancora da sfruttare la risposta ai bisogni di qualsiasi popolazione, purchè gestita dai loro governi progressisti.

Per parte mia, sono pienamente d’accordo con Marisa Cohen quando giudica “assurda” ed “incomprensibile sul piano razionale” la negazione della questione demografica da parte degli ambienti culturali, politici e religiosi più diversi. Fin dagli anni ’70 era arrivato a concludere che “il problema primario della sovrappopolazione non sta nel fenomeno in se stesso (che sarebbe aggredibile e superabile in modo relativamente facile), ma nella sua sistematica negazione”.

Ma da un lato la diversità degli argomenti escogitati dai vari ambienti per negare il problema demografico, dall’altro la convergenza puntuale su questa negazione di gruppi politici e religiosi che si dicono e si credono arcinemici (dai fascisti ai comunisti, dagl’integralisti cattolici e quelli islamici, dagli economisti statalisti a quelli liberisti) dimostrano che le varie tesi negativiste sono solo razionalizzazioni e coperture di un atteggiamento emozionale comune, anche se spesso inconscio, dei vari oppositori.
Come sottolineo da tempo, se guardiamo  il problema in un’ottica psicologica, le contraddizioni e le antinomie apparenti si dissolvono e la caparbia, rovinosa negazione della minaccia demografica appare il prodotto di una stessa diffusa incapacità ad affrontare con un minimo di equilibrio e buon senso non solo la questione procreativa, ma tutte le questioni che investono la sessualità e i diritti sessuali della donna in particolare.
E’ una diagnosi chiaramente collegata a quella con cui Wilhelm Reich, il geniale ed eretico allievo di Freud, vedeva nella sessuofobia la matrice del dogmati-smo fascista e che io, con le mie analisi degli ’60 e ’70, ho esteso ad ogni tipo di pensiero dogmatico di destra e di sinistra, politico e religioso. Del resto, anche Marisa Cohen si avvicina alla stessa conclusione quando scrive: “L’idea che ci sia qalcosa d’intrinsecamente ‘sporco’ nei dettagli imbarazzanti che accompagnano le proposte denataliste è indubbiamente un fattore che scoraggia il dibattito”. Ma c’è probabilmente qualcosa di più, in questa gigantesca rimozione.
La psicologia politica ha individuato nella repressione della sessualità naturale un formidabile strumento di gregarizzazione sociale: per questo, quindi, tutti i sistemi dogmatici (atei o confessionali, materialisti o spiritualisti, modernisti o tradizionalisti, statalisti o liberisti) hanno una morale rigoroamente sessofobica che li porta, di solito, al rifiuto delle politiche denataliste. Qualche eccezione si è avuta col primo bolscevismo e, oggi, con la Cina comunista, che peraltro ha avuto cura di confermare la sua morale sessuofobica anche perseguendo una politica denatalista, dimostratasi peraltro efficacissima ai fini dello sviluppo economico.

Comunque, quale che sia l’angolazione da cui si guardi la negazione della sovrappopolazione e dei suoi tragici corollari, mi sembra emergere con drammatica chiarezza da un lato quanto sia essenziale la psicologia di massa e di vertice per capire la Storia e la Politica, e dall’altro quanto sia assurda la sistematica rimozione di questa scienza dalle analisi e dai programmi dei politici e dei politologi.

Luigi De Marchi 

Copyright 2000 - 2004 Miro International Pty Ltd. All rights reserved.
Mambo is Free Software released under the GNU/GPL License.

sovrappopolazione, demografia, fame nel mondo, carestie, epidemie, inquinamento, riscaldamento globale, erosione del suolo, immigrazione, globalizzazione, esaurimento delle risorse, popolazione, crisi idrica, guerra, guerre, consumo, consumismo