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Pardi, Bacchi e la questione energetica Stampa E-mail
Pardi, Bacchi e la questione energetica

L'intervento di Antonio Bacchi, membro della direzione di Radicali Italiani, su Notizie Radicali (22 Febbraio) in risposta a un altro di Luca Pardi, segretario di RientroDolce (19 Febbraio), ci rincuora e ci preoccupa allo stesso tempo. Il richiamo che lui fa alla mozione congressuale di Padova, nella parte riguardante la politica sull'energia, è importante. Da qui pensiamo si debba partire per individuare le linee di azione politiche che RientroDolce cercherà di elaborare e di offrire a Radicali Italiani. Infatti la mozione congressuale recita: "Il Congresso sottolinea l'urgenza del fatto che, anche in materia di politica estera e di politica ambientale, con particolare riguardo all’elaborazione di un Piano energetico nazionale che preveda la graduale uscita dalla dipendenza dal petrolio in un orizzonte temporale realistico e sostenibile, vi sia sempre più sistematicamente un'azione ed un'iniziativa della Rosa nel pugno come tale." La mozione in effetti non dà valutazioni circa le attuali riserve di combustibili fossili, perché, da come si sono espressi Luca Pardi e Antonio Bacchi, la questione è ancora controversa all'interno del partito; comunque, al di là di questo dato, è a tutti noto che la dipendenza dai combustibili fossili è anche un fattore di destabilizzazione della politica internazionale, di minaccia all'ecosistema e di vincolo all'economia e al benessere che conosciamo (ma solo noi occidentali).

RientroDolce ha già fornito al partito diverse indicazioni per un'azione politica volta a mettere in pratica la mozione. L'associazione tra l'altro è onorata della collaborazione di un membro, Massimo Ippolito, che ha progettato (un dimostratore è già funzionante) un sistema per sfruttare i venti di alta quota, per il quale ha ricevuto il premio Wrec 2006, evento patrocinato dalla Commissione Europea (si fa presente che questo progetto è oggi il più promettente dal punto di vista dei costi e della potenza generata). L'associazione ritiene che lo sganciamento dalla dipendenza dai combustibili fossili (l'uranio è il combustibile fossile per eccellenza) debba avvenire facendo leva su diversi aspetti: la conversione al rinnovabile, l'introduzione del parametro dell'efficienza energetica, la riconsiderazione di certi modelli della società e dell'economia.


La conversione al rinnovabile è stata fino ad ora ostacolata da pressioni lobbistiche, dall'inerzia del legislatore, dalla distrazione e dall'ignoranza del mercato. La questione CIP6 è emblematica: in poco più di dieci anni, grazie a un cavillo nominalistico, con il quale nel decreto che regolamentava la componente A3 della tariffa elettrica si citavano insieme rinnovabili e assimilate, sono stati distratti circa 30 miliardi di euro (60 mila miliardi di lire) che invece di andare a finanziare l'eolico e il solare sono invece finiti nelle tasche dei petrolieri per finanziare gli scarti di raffineria. La normativa per il finanziamento del fotovoltaico non è stata fino a oggi particolarmente convincente, tant'è che l'Italia possiede molta meno potenza installata rispetto ad altre nazioni del nord Europa che presentano condizioni di irraggiamento più sfavorevoli rispetto all'Italia. Il solare termico sarebbe già economicamente conveniente, ma non c'è una informazione adeguata a tale riguardo, tant'è che oggi le nuove costruzioni ne sono prive, e non vengono adottati certi accorgimenti che ne favorirebbero l'uso, come ad esempio il riscaldamento tramite pavimento radiante.


L'obiettivo dell'efficienza energetica è stato più volte oggetto di ironia da parte di Daniele Capezzone, ex segretario di Radicali italiani e Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera. Ma anche altri politici e amministratori non si sono dimostrati attenti alla questione. Ad esempio Luca Mercalli, avvilito e sfiduciato, riportava di un incontro con il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino; di come questi si dimostrava insensibile al tema della buona coibentazione e regolazione del riscaldamento del palazzo municipale. Quindi se anche dall'alto mancano gli esempi positivi è difficile che dal basso si inneschi una spirale virtuosa.

Infine, c'è un aspetto della questione energetica che pochi prendono in considerazione e che costituisce una delle mission di RD; si tratta del modello di sviluppo sociale che viene proposto. Da destra, da sinistra e anche da una buona parte dei radicali, l'obiettivo economico primario è la crescita, in modo indifferente. Per lo meno una volta c'era il pudore di dire che la crescita si doveva rivolgere agli aspetti immateriali della società, ma poi si è visto che la precisazione è stata una foglia di fico portata via da materialissime automobili che diventano sempre più grandi e pesanti, dall'occupazione inarrestabile di territorio per le seconde-terze-ennesime case, e dal consumo sempre più vorace di energia. Quindi gli effetti della riconversione al rinnovabile e al miglioramenteo dell'efficenza energetica potrebbero essere immediatamente vanificati e spazzati via dalla crescita economica che spinge alla  crescita della popolazione* (sembra che l'economista, più del religioso, sia molto preoccupato del calo demografico, ce ne hanno dato conferma Tommaso Padoa Schioppa e Marcello De Cecco).

Antonio Bacchi, nostro compagno di partito, è sicuramente d'accordo sui primi due obiettivi (rinnovabile ed efficienza), e si spera a tale riguardo di riuscire a mettere a punto, congiuntamente, delle linee di azioni precise e vincolanti. Probabilmente pensiamo che solleverà obiezioni sulla questione della denuncia di "questa" crescita economica come aspetto patologico. Ma ne discuteremo.


Infine non ci sottraiamo a quello che sembra essere il contendere fra Bacchi e Pardi, e cioè della questione del picco del petrolio e del global warming. Ora, semplificando, sembra che la fiducia di coloro che vedono il picco lontano nel tempo risieda nella disponibilità delle sabbie bituminose. Ma queste, anche se valutate in diverse migliaia di miliardi di barili, non sono facilmente utilizzabili, perché si tratta di un materiale simile al catrame, che presenta un EROEI molto basso e un impatto ambientale devastante. Bacchi riporta di una produzione di petrolio da sabbie in un milione di barili al giorno, quindi poco più dell'1% del consumo mondiale. Tant'è. In ogni caso non spetta al partito stabilire la data esatta del picco: se oggi, fra un anno, fra dieci o cinquanta. Mentre è compito del partito sentire tutte le voci: sia quelle ottimistiche dei "padroni del vapore" (Maugeri & C) sia quelle pessimistiche degli scienziati e dei tecnici indipendenti (Aspo e Ugo Bardi). Sul global warming l'unico dato certo e preoccupante è la concentrazione di CO2 nell'atmosfera, che per circa 700 mila anni, attraverso i carotaggi, è stato misurato sempre inferiore a 300 ppm, mentre negli ultimi decenni è salito a più di 370 ppm, quindi il 30% in più rispetto alla storia misurata.

Mario Marchitti - Presidente dell'associazione radicale RientroDolce

INTERVENTO DI GUIDO BEDARIDA

REPLICA DI MARIO MARCHITTI A GUIDO BEDARIDA

NOTE

* Naturalmente Marchitti non sostiene che la crescita economica provochi un aumento della natalità, ma che l'ideologia della crescita cerca di spingere all'aumento della popolazione, incoraggiando la natalità e l'immigrazione.

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