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Radio Radicale: dall'Università Popolare alle tele-promozioni? Stampa E-mail

Radio Radicale: dall'Università Popolare alle tele-promozioni?

Nel primo pomeriggio del 16 gennaio, Radio Radicale ha fatto passare un'intervista di Dino Marafioti ad Alessio Grosso sul tema dei cambiamenti climatici. Nell'intervista Alessio Grosso è stato sorprendentemente presentato come un esperto di clima. La realtà è che Alessio Grosso è un giornalista/scrittore che cura un sito "amatoriale" di meteorologia. A suo dire fra i suoi ispiratori scientifici ci sarebbe anche il Prof. Zichichi, le cui credenziali in tema di climatologia e meteorologia valgono quelle di un qualsiasi laureato in fisica, non avendo il professore mai pubblicato nulla di scientifico sul soggetto.

Nel merito dell'intervista del sig. Grosso, prendendoci il tempo per pubblicare una replica scientificamente fondata delle sue opinioni, e, soprattutto, in attesa di ascoltare per radio veri esperti di clima, ci basta  approfondire un solo aspetto: Grosso afferma che le emissioni dianidride carbonica di origine antropica sono molto minori di quelle di origine naturale e si chiede se proprio questa può essere la goccia che fa traboccare il vaso. In primo luogo Grosso fa confusione fra tonnellate di Anidride Carbonica (CO2) e tonnellate di Carbonio (C), infatti il dato di 7 miliardi di tonnellate/anno di emissioni si riferisce al Carbonio emesso nel 2003 e corrisponde a circa 25 miliardi di tonnellate di anidride carbonica (dati della Banca Mondiale. http://web.worldbank.org ).

A parte questo errore, ciò che Grosso non dice, o non capisce, è che le quantità di CO2 di origine non-antropica (preferiamo questo termine al termine: naturale) costituisce un flusso regolato in decine di migliaia di anni, con una entrata che eguaglia, nella media temporale, l'uscita. Fanno eccezione le emissioni vulcaniche che però costituiscono una piccola percentuale delle emissioni totali. La condizione del flusso extra-antropico di CO2 è analoga alla situazione di una vasca di 1000 litri in cui un rubinetto immette, ad esempio, 10 litri/minuto e lo scarico riceve in media 10 litri/minuto: in queste condizioni stazionarie la vasca non si riempirà mai. Se però un secondo rubinetto inizia ad immettere 3 litri/ora (50 millilitri/minuto, diciamo come una tazzina da caffè) e lo scarico continua a ricevere 10 litri/minuto, il bilancio salta e la vasca, in un paio di settimane, traboccherà. E' ciò che stiamo osservando nell'atmosfera, nella quale, con l'immissione addizionale proveniente dall'uso dei combustibili fossili e con la diminuzione della vegetazione marina e terrestre, la concentrazione di CO2 è aumentata del 30% rispetto al periodo pre-industriale con il maggior contributo aggiunto nel secondo dopoguerra, ed è in continua crescita. Questa quantità addizionale sarà proprio la goccia che fa traboccare il vaso o, meglio, che porterà rapidamente ad un nuovo equilibrio che non sappiamo se sia compatibile o meno con la vita come oggi la conosciamo.

E' veramente difficile capire la ragione per la quale a Radio Radicale su questi argomenti, gli "esperti" vengano scelti in base a criteri così poco rigorosi. Difficile, ma non impossibile. La linea editoriale della Radio sui temi ambientali è ben rappresentata nelle rassegne stampa che da lunedì a domenica allietano le nostre mattine. Se una notizia che riguarda il clima o un altro tema di rilevanza ambientale ha un risalto medio-alto sui giornali del giorno, essa non viene data, se ha una posizione molto visibile nell'impaginazione di qualche testata importante, essenzialmente la prima pagina, allora essa viene segnalata senza approfondimenti, ma, eventualmente, con qualche sapido commento en passant. Questa è stata la regola degli ultimi mesi. Regola confermata dalla visibilità concessa dalla radio agli onorevoli che, sui temi ambientali, la pensano come Massimo Bordin e Dino Marafioti, e confermata anche dall'ostruzionismo di Bordin, nei colloqui domenicali, quando si affretta a cambiare argomento, se Pannella accenna a problemi ambientali, energetici o di sovrappopolazione, fosse pure per parlare delle vicissitudini dell'onorevole Rotondi.  Questa linea non fa eccezione nel caso della rassegna della stampa internazionale, sulla quale stampa si parla molto, e molto meglio che sulla nostra, di risorse, cambiamento climatico e questioni legate all'ambiente, fatto che non traspare mai dal servizio quotidiano di David Carretta.

Il direttore di Radio Radicale dovrebbe essere informato che non è difficile trovare veri esperti di clima, noi comunque ci offriamo gratuitamente di indicargliene un numero sufficiente per saturare il palinsesto per un paio di giorni, e ci basterebbe che ne scegliesse uno. Il direttore di Radio Radicale dovrebbe altresì essere informato del fatto che le famose "due campane" sul clima non hanno lo stesso peso. Per un non-climatologo come Alessio Grosso, "famoso" per scrivere thriller climatici (non abbiamo approfondito le letture sul soggetto), ci sono duemila climatologi che pensano che la forzante umana sul cambiamento climatico sia rilevante. Con la scusa di mantenere il profilo dell'obbiettività a tutti i costi, si sta correndo il rischio di scadere a livelli più consoni alle telepromozioni di Vanna Marchi piuttosto che a quelli della proverbiale Università Popolare.

Luca Pardi

Pisa, 18 Gennaio 2007

Il 19 Gennaio 2007 questo pezzo è stato pubblicato su Notizie Radicali, preceduto da una premessa di Valter Vecellio.

Il 20 Gennaio 2007 Luca Pardi è stato intervistato sul clima da Dino Marafioti per Radio Radicale.

Il 27/12/2010 Alessio Grosso ha risposto alle critiche di Luca Pardi con questo intervento:

Quelli di "rientro dolce"

 

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