Home arrow Interventi degli iscritti arrow "Capezzone, Pecoraro Scanio e i doppi vetri" di Mario Marchitti
"Capezzone, Pecoraro Scanio e i doppi vetri" di Mario Marchitti Stampa E-mail

Capezzone, Pecoraro Scanio, e i doppi vetri.

Daniele Capezzone, ex segretario di Radicali italiani e attuale Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, ha spesso ironizzato verso Alfonso Pecoraro Scanio perché, a suo dire, questi vorrebbe affrontare la questione energetica limitandosi a proporre, per gli alloggi, la semplice sostituzione dei vetri delle porte e finestre esterne con quelli doppi. Sicuramente Pecoraro Scanio, come tutti, non è così sprovveduto da  pensare che la questione energetica, così importante e così complessa per la società, possa essere affrontata limitandosi a un singolo provvedimento per l’efficienza energetica; ma anche Capezzone sa che le proposte di Pecoraro Scanio sono sicuramente più articolate.

Purtroppo la comunicazione politica verso il pubblico è costretta a semplificare i temi; pertanto da una parte Pecoraro Scanio mette l’accento sui doppi vetri per proporre un inizio di percorso virtuoso verso il risparmio energetico; dall’altra Capezzone, con la grande abilità del tattico polemista, isola la proposta di Pecoraro Scanio sui doppi vetri per deriderla e per sostituire a questo bottom up il proprio top down: il ritorno al carbone e la politica della fermezza verso i paesi fornitori di gas e petrolio. (Curiosamente le proposte di Capezzone, come sulle grandi opere, sono quanto di più dirigistico ci possa essere, al contrario dell’indirizzo dal basso di Pecoraro Scanio).

In concordanza con le posizioni dell’Associazione Radicale RientroDolce[1], spesso oggetto degli strali dell’ex-segretario, mi pare necessario evidenziare che la produzione e l’uso dell’energia sono due aspetti di uguale importanza per il nostro paese e che occorre tenere entrambi presenti a livello politico. È indubbio che oggi un uso più razionale dell’energia è urgente e anche realizzabile. Occorre riconoscere che gli interventi sulla coibentazione dei nostri edifici non potranno esaurirsi con i doppi vetri, anzi, a conti fatti[2], coi costi attuali dei combustibili fossili, che non includono i costi ambientali ben più importanti dei primi (riscaldamento globale e inquinamento nelle grandi città), una valutazione superficiale potrebbe arrivare a concludere che la convenienza economica a sostituire i vetri esistenti con dei vetrocamera è discutibile. Tuttavia i costi ambientali esistono e ricadono già su tutti, ivi compresi i costi connessi con la necessità del risparmio energetico e, quindi, quelli dell’isolamento termico, tra cui i doppi vetri.

Ecco che allora una nuova politica di indirizzo economico, che rimoduli, in modo deciso, la tassazione e gli incentivi favorendo sempre più il risparmio energetico, a cominciare dalla ristrutturazione edilizia, e sempre meno una politica di crescita nei settori tradizionali, come quelli classici del ferro, del cemento e dell’asfalto, o quella che si realizza con la rottamazione di automobili e di elettrodomestici, è quanto mai desiderabile (L’efficienza energetica riguarda, peraltro molti altri settori tra cui la politica della mobilità e dell’organizzazione della produzione in senso generale).

Sul lato della produzione dell’energia occorre prendere atto che oggi i combustibili fossili svolgono per l’economia una funzione analoga a quella del sangue per il corpo; occorre anche prendere atto che la loro estrazione è prossima alla fase declinante. Pertanto l’aumento della domanda e la riduzione dell’offerta mondiale porteranno a scenari difficilmente prevedibili, piuttosto instabili, se non dirompenti. Il decollo della produzione da fonti rinnovabili deve essere pertanto la priorità del governo in campo economico. Al contrario, assistiamo ancora a tentativi di sottrarre quelle poche risorse destinate al rinnovabile per assistere invece le industrie energetiche dominanti, attraverso il finanziamento di fonti assimilate che non sono altro che fonti fossili (vedi la questione Cip 6 per gli scarti del petrolio, quella degli inceneritori per la plastica, o la promozione dei rigassificatori per il gas). In certi campi il rinnovabile è già competitivo, come nel solare termico; in altri ha necessità di un chiaro sostegno, giustificato dagli enormi vantaggi ambientali ottenibili, come nel solare fotovoltaico, oggi ancora molto costoso a causa delle distorsioni di mercato che caricano sulla collettività i costi esterni. Ma anche il costo della transizione a energia rinnovabile è spesso artatamente enfatizzato, perché non si promuovono la ricerca e lo sviluppo necessari e il conseguimento di economie di scala. Vi sono progetti, ad esempio, che stentano a decollare nel disinteresse, quando non della resistenza della politica, come quello per l’utilizzo dei venti di alta quota, proposto da Massimo Ippolito, membro dell’Associazione Rientrodolce, con il KiteGen, vincitore del premio del World Renewable Energy Congress - WREC 2006. Tale progetto, che ha già superato la fase di ricerca di base, in seguito a simulazioni verificate attraverso lo sviluppo di prototipi, potrebbe sin d’ora, se portato avanti con la necessaria determinazione, garantire energia a costi inferiori a quella di fonte fossile. Esso, tuttavia, non è che un esempio di quanto la tecnologia, la ricerca e la creatività possono dare, in presenza di un chiaro indirizzo e di una determinata volontà politica nella direzione dell’abbandono delle fonti fossili, che tanti problemi stanno creando all’umanità. A cominciare dalle guerre in corso e che si stanno profilando, (esternalità, pure queste, il cui costo andrebbe attribuito anche ai combustibili fossili), ma questo è un altro discorso.

07/01/07 Mario Marchitti (Presidente di Rientrodolce) www.rientrodolce.org

[1] L'Associazione Radicale Rientrodolce è un'organizzazione tematica e telematica di carattere politico e culturale aderente a Radicali Italiani. L'Associazione si propone di sensibilizzare la società e di esercitare pressione sui responsabili delle scelte politiche, ambientali e culturali mondiali, nazionali e locali affinché, senza trascurare ogni altro intervento sull'ambiente e senza cedere ad illusori e antiscientifici ottimismi, vengano adottate misure dirette ad una consistente riduzione della popolazione totale del pianeta secondo una modalità "dolce", nel rispetto dei diritti umani e delle libertà individuali.

[2] Stima dell’ordine di grandezza del risparmio energetico nazionale col passaggio dai semplici vetri ai doppi per le abitazioni. Si sono fatte le seguenti ipotesi:
- Differenza di trasmittanza dal semplice al doppio vetro: 5W/m^2K - 2.5W/m^2K.
-  Superficie media vetrata per nucleo familiare: 10 m^2
- Differenza termica media (nord e sud, metà autunno e primavera) fra interno esterno: 10 K.
- 10 ore di accensione giornaliera per 6 mesi all’anno: 1800 ore di funzionamento.

Ogni famiglia, tra quelle che attualmente non hanno i doppi vetri, potrebbe risparmiare, soltanto installandoli:

Risparmio energetico annuo = 2,5W/mq/°C*10mq*10°C*1800h = 450 kWh

Tale quantità, in costi di kWh elettrico (0,2 euro/kWh), corrisponderebbero, in media, a 90 euro/anno/famiglia
In costi di kWh da petrolio, ammettendo che un litro di petrolio fornisca circa 10 kWh, il risparmio sarebbe di circa 45 litri di petrolio l’anno, per un importo inferiore, ma paragonabile, a quello del kWh elettrico.

Assumendo, anziché di aggiungere un vetro a quello esistente, di sostituire i vetri  con vetrocamere, al costo di circa 100 euro/mq, il costo per famiglia sarebbe nell’ordine dei 1.000 euro a famiglia, con un tempo di ammortamento di circa 10 anni. Sostituendo anche gli infissi, a un costo di circa 150-300 euro/mq, i tempi di ammortamento (a costi attuali dell’energia) si allungherebbero, ma aumenterebbero anche i risparmi.

La bolletta petrolifera italiana, stimando in 15 milioni il numero di famiglie interessate e la semplice aggiunta di un vetro a quelli esistenti, potrebbe ridursi di circa 670 milioni di litri, ovvero di circa 4 milioni di barili di petrolio, che, al costo di 50 euro al barile farebbe circa 200 milioni di euro. Con vetrocamere e sostituzione di infissi, naturalmente, questo risparmio di valuta potrebbe aumentare notevolmente, mentre i materiali e il lavoro necessari alla sostituzione non dovrebbero essere importati e contribuirebbero all’aumento del PIL.

Copyright 2000 - 2004 Miro International Pty Ltd. All rights reserved.
Mambo is Free Software released under the GNU/GPL License.

sovrappopolazione, demografia, fame nel mondo, carestie, epidemie, inquinamento, riscaldamento globale, erosione del suolo, immigrazione, globalizzazione, esaurimento delle risorse, popolazione, crisi idrica, guerra, guerre, consumo, consumismo