Home arrow Interventi degli iscritti arrow Due proposte di Rientrodolce
Due proposte di Rientrodolce Stampa E-mail
Due proposte di Rientrodolce
           
E' necessario fare una premessa, relativa al salto di qualità al quale l'ambientalismo, anche quello radicale, si trova di fronte.

Se finora si era trattato di preservare l'ambiente naturale, di evitare la crudeltà verso gli animali, di tutelare il territorio, di preservare la bellezza e la storia delle nostre città, adesso si tratta di mitigare una catastrofe che viene razionalmente prospettata per l'intera umanità. Questo cambio di grandezza del livello di allarme è legato alle proporzioni raggiunte dalla popolazione umana e al progressivo esaurimento delle risorse non rinnovabili, tutte, biologiche e minerali, animali, vegetali e energetiche, e al riscaldamento globale.

A noi radicali, e in particolare, sembra di poter osservare, a Rita Bernardini, a Elisabetta Zamparutti, a Maria Antonietta Coscioni e a Daniele Capezzone, come a molte altre forze politiche, sfugge questo salto di ordine di grandezza, manca l'intelligenza di questa situazione: l'ambientalismo viene ancora vissuto come prima. Mi rivolgo alle singole persone perché il problema non è solo politico, non si tratta di "scelte" qualsiasi, ma è anche un problema etico. Etica e politica, di fronte a un problema ambientale di questa portata, non potrebbero essere più intrecciate, ma noi radicali, in maggioranza, continuiamo a credere che occuparsi (e occorrerebbe farlo di più) di caccia, di frane, di urbanistica, di pesticidi e anche di risparmio energetico (inteso come inviti a "spegnere la luce") sia sufficiente per corrispondere alle necessità del tempo.

Questa scarsa, anzi assente, intelligenza dà ragione del debole impegno del partito e, sperando in una smentita, è dimostrata della mancata risposta alla lettera inviata da Rientrodolce, il 7 novembre scorso, alla nuova dirigenza di Radicali Italiani e dall'assenza di ogni presa di posizione in proposito nei primi discorsi e nelle prime azioni politiche intraprese.

Detto questo, continua ad essere nostro compito svegliare la consapevolezza del nostro partito e aiutare a smuovere gli ostacoli che bloccano la mente, le mani e il cuore dei nostri dirigenti, non certo con la violenza della rabbia e delle ritorsioni, ma con la nonviolenza della debolezza, della forza della verità e della durata.

E' infatti evidente che non è bastata l'approvazione dell'emendamento alla mozione generale, non è bastata la quasi unanimità raggiunta in Commissione Ambiente, non sono bastate le prese di posizione di Marco Cappato, non basta l'aver raggiunto ottanta soci e oltre duecento iscritti alla
mailing list di Rientrodolce e neppure, purtroppo, basta la costante azione di Pannella, che ha messo Al Gore tra le figure di riferimento della Rosa nel Pugno ed è arrivato a chiedere un impegno sui temi ambientali pari a quello per la laicità dello stato, ma non è stato compreso.

Spesso si è chiesto a Rientrodolce di proporre singole iniziative e lo abbiamo fatto, con il pronto accoglimento da parte Bruno Mellano dell'indicazione contenuta nella mozione generale del congresso di Radicali Italiani, ma questo potrebbe nascondere un sostanziale disimpegno, come dire: "fateci sapere se vi serve qualcosa, mentre noi pensiamo alle cose veramente importanti".

Noi, invece, non siamo attrezzati per fare singole richieste, noi proponiamo due cose:

- Uscita dai combustibili fossili entro il 2020,
- Riduzione a due del numero medio di figli per donna nel mondo entro il 2020.

Si tratta di un programma di governo onnicomprensivo, che richiede il pieno coinvolgimento dell'intero partito e al quale Rientrodolce è pronto a collaborare, a partire dalla formazione delle strutture politico-tecniche che sono necessarie. Si tratta di approfondire e proporre le misure necessarie a realizzare un piano energetico che si basi sulle energie rinnovabili (con particolare riguardo al solare e all'eolico d'alta quota), di organizzare la transizione verso trasporti diversi e prevalentemente elettrici, di prendere misure radicali per il risparmio energetico, di capovolgere i criteri di gestione dei rifiuti (compresa la CO2), di valorizzare l'agricultura sostenibile e proteggere i suoli agricoli e la falde acquifere rimaste, di opporsi a visioni del sesso e della famiglia basate sulle tradizioni e sulla "produttività generativa", di realizzare una politica estera coerente e tesa a raggiungere gli stessi obiettivi in tutto il mondo, di rivedere in senso critico le teorie e i sistemi economici che hanno condotto il mondo sull'orlo del collasso, di focalizzare la ricerca su questa epocale transizione.

Che senso ha di fronte a questo programma, chiederci singole proposte e dichiararsi disponibili a portarle avanti nelle istituzioni? Poco, mi pare, ma, per non perdere l'occasione, potrei subito esporne una, che affido a Giovanni De Pascalis e a Marco Perduca: servirebbero 30 milioni di euro l'anno per campagne mediatiche dirette a una riduzione volontaria del tasso di fertilità delle donne nei cinquanta paesi che lo hanno più alto.

Saremmo pronti a collaborare, se fosse gradito e ci venisse richiesto.

Guido Ferretti
Copyright 2000 - 2004 Miro International Pty Ltd. All rights reserved.
Mambo is Free Software released under the GNU/GPL License.

sovrappopolazione, demografia, fame nel mondo, carestie, epidemie, inquinamento, riscaldamento globale, erosione del suolo, immigrazione, globalizzazione, esaurimento delle risorse, popolazione, crisi idrica, guerra, guerre, consumo, consumismo