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La quinta conferenza sull’esaurimento del petrolio Stampa E-mail

Da "Notizie radicali"

La quinta conferenza sull’esaurimento del petrolio

di Luca Pardi

Con il prezzo del barile che si avvicina ormai a 80 dollari e supera tutti i record storici, si svolgerà a San Rossore (Pisa), nei giorni 18-19 luglio, il quinto convegno mondiale sull’esaurimento del petrolio e del gas promosso dall’Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio (Association for the Study of Peak Oil & Gas, ASPO) e organizzato quest’anno da ASPO-Italia. Il convegno giunge in un momento di estrema incertezza e competizione sul piano degli approvvigionamenti energetici globali ed è perciò motivo di grande interesse. “Radio Radicale” seguirà lo svolgimento dei lavori e si spera che ciò permetterà a molti di poter riflettere sul significato e sulle conseguenze del picco petrolifero globale. Chairman del convegno sarà il prof. Ugo Bardi che fu ospite della commissione ambiente al congresso di Riccione di Radicali Italiani nell’autunno scorso.

Il congresso sarà aperto dalla relazione di Colin Campbell, fondatore di ASPO internazionale, geologo petrolifero in pensione e grande conoscitore dei segreti che si celano dietro ai numeri riportati pubblicamente dalle compagnie petrolifere statali e private, a proposito delle riserve petrolifere. Fu lui, alla fine degli anni novanta, a lanciare i primi allarmi sull’approssimarsi del picco di produzione globale di greggio. Troppi sono gli ospiti della conferenza che si dovrebbero di citare. Dennis Meadows, uno degli autori del Rapporto per il Club di Roma ‘i limiti dello sviluppo’ del 1971, presenterà un contributo su picco del petrolio e limiti dello sviluppo. Robert Hirsh, colui che ha messo l’accento sulla natura della crisi energetica determinata dal picco come crisi da scarsità di combustibili liquidi, presenterà un contributo centrato sulla valutazione quantitativa dei tempi e delle strategie di mitigazione degli effetti del picco. Le questioni globali legate al manifestarsi del picco e dei suoi effetti e la loro interazione con le conseguenze dello sfruttamento delle fonti fossili sul clima, saranno trattate in due distinte sessioni alle quali contribuiranno fra gli altri: Kjell Aleklett, presidente di ASPO internazionale, e ispiratore della politica energetica svedese, e Jeremy Leggett autore del libro ‘Fine Corsa’ uscito poco più di un mese fa nell’edizione italiana. Il convegno si occuperà ovviamente anche di gas e carbone in una sessione specifica. Oltre alle considerazioni legate al picco ed ai suoi effetti si parlerà anche delle modalità per una uscita il più possibile non traumatica dall’era fossile. Robert Heinberg, autore del libro: ‘La festa è finita’, illustrerà un protocollo di intesa internazionale sull’esaurimento del petrolio che, nelle intenzioni degli estensori, vorrebbe tentare di evitare conflitti militari, terrorismo e collasso economico nella fase di declino della disponibilità di petrolio.

L’interesse dell’Associazione Radicale Rientrodolce per questo convegno non potrebbe essere maggiore. La questione demografica è spesso il convitato di pietra nei discorsi che si occupano dei limiti dello sviluppo e dei limiti biofisici del pianeta. Invariabilmente infatti, il problema dei problemi: la sovrappopolazione umana, viene affrontato solo marginalmente e, anche quando lo si considera, non si approfondisce mai il tema delle politiche demografiche di educazione alla salute riproduttiva e sessuale. Purtroppo, chi propone argomenti a favore di una politica di controllo delle nascite, si trova regolarmente sotto il fuoco incrociato degli opposti estremismi natalisti : quello religioso e quello economicista. Ci si confronta volentieri e con calore sulle alternative energetiche: nucleare o carbone? Fossili o rinnovabili? Eolico o solare? Bioetanolo o fotovoltaico? Ma mai, con rare eccezioni come avviene con Marco Pannella e con Luigi De Marchi, si ha il coraggio di chiedersi quanti individui della nostra specie questo pianeta possa ospitare in relazione al livello dei consumi di ciascuno. La questione viene spesso e superficialmente liquidata come non determinabile e, sulla base di questa (supposta) ignoranza si fonda una sorta di laissez faire riproduttivo. L’effetto palese di questa ‘svista demografica’ , che sarebbe stata affrontata con maggiori probabilità di successo 30 anni fa, è sotto gli occhi di tutti: 7 miliardi di individui, in continua crescita, si avviano ad affrontare la più grave crisi energetica globale e le conseguenze ecologiche di due secoli di industrializzazione, senza avere né una strategia né una piena coscienza della situazione reale.

Se il quinto convegno di ASPO farà chiarezza sulla questione energetica globale, è probabile che sarà ancora più evidente la necessità di una urgente opera di salvataggio globale per il Titanic- Terra, e di un rientro dolce della popolazione umana nei limiti di carico dell’ecosistema terrestre.
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NOTE

Luca Pardi è segretario di Rientrodolce. Per informazioni su ASPO-5 si veda
www.aspoitalia.it

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