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Massimo Ippolito: infrastrutture, investimenti e scenario postpetrolifero Stampa E-mail

Intervento di Massimo Ippolito sul forum di radicali.it

07/06/2006

Buona parte delle infrastrutture che oggi stiamo progettando sono funzionali ad un futuro di crescente sovrabbondanza che non ci sarà, e saranno totalmente inutili in una situazione come quella che si và delineando di crescente scarsità di risorse!
Per individuare le infrastrutture strategiche per il futuro non basta proieattare nel futuro "per analogia" le tendenze del passato perchè siamo in una fase nuova di profondo cambiamento. Gli investimenti in autostrade, Tav, termovalorizzatori, rigassificatori ecc. che facciamo oggi non solo non daranno i frutti attesi, non solo non ci sarà sviluppo ma ci troveremo con un buco vuoto dove avremo perso la possibilità di sostenere la costosissima transizione al nuovo sistema.

Queste infrastrutture fatte oggi, rappresentano a tutti gli effetti una forma di distruzione dei capitali. Il loro costo opportunità è la mancata transizione a dei sistemi energetici, dei trasporti, industriali sostenibili nel nuovo scenario post petrolifero.

Quindi diventa assolutamente urgente capire e prevedere lo scenario futuro per operare nel modo corretto, diventa fondamentale capire tutti assieme ed in particolare per chi ha qualche leva di comando la reale situazione.  

[…] Come facciamo ad essere noi (scienziati cassandre) così sicuri di ciò che sta capitando?
E' molto semplice: implementiamo e condividiamo dei modelli matematici consistenti molto convincenti che sono difficili da confutare, ma qui casca l'asino poichè i metodi matematici per ottenere tali previsioni sono incomunicabili.

Facciamo una analogia con le previsioni del tempo: se chiedete ad un meteorologo che tempo farà tra un anno, non sarà in grado di rispondervi poichè i modelli matematici che seguono il fenomeno in così rapida evoluzione possono prevedere quattro giorni al massimo, ed in ogni caso non vi verrà mai in mente di consultarne gli algoritmi.

Ma se chiedete una previsione ad un demografo su delle quantità di popolazione tra cinquanta anni questi non avrà grossi problemi a proiettare (a parte catastrofi globali) una buona stima, poichè buona parte delle persone che popoleranno quegli anni sono già nate.

Per quanto riguarda il petrolio c'è la geologia che era una scienza matura già quaranta anni fà e che ha spiegato la formazione del petrolio e la collocazione probabile dei giacimenti, ed infatti li avevano trovati quasi tutti.
Oggi con le ispezioni sismiche 3D o 4D si fanno agevolmente delle fotografie di sezioni della crosta terrestre con metodi vibrazionali; nonostante questo metodo formidabile i giacimenti continano ad essere quelli che hanno trovato i geologi solo con il ragionamento.

Per esempio sappiamo che nell'oceano è impossibile trovare petrolio per mancanza di formazioni geologiche come gli anticlinali ed anche la sismica 4D non li trova.

Quindi è abbastanza facile fare previsioni sul petrolio: i giacimenti sono tutti già nati, anzi sono decrepiti, e la maggior parte del petrolio proviene da questi giganti del passato.

IL KIWIGEN DI MASSIMO IPPOLITO

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