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G. Ferretti: rientro dolce e liberalismo Stampa E-mail
Salve, se è possibile, gradirei conoscere cosa intende la vostra associazione quando parla di misure dirette ad una consistente riduzione della popolazione totale del pianeta secondo una modalità "dolce". Tenendo conto che, secondo alcune stime, la popolazione mondiale tra non molti anni sarà destinata a sfiorare la poderosa cifra di quasi 10 miliardi di unità, quali dolci misure proponete per attuare un inversione di intendenza? E, se ipoteticamente fossero attuate ovunque in maniera sinergica, in quanto tempo ritenete si possa tornare alla felice cifra di due miliardi di persone?
Vi ringrazio anticipatamente per la vostra risposta.
  
Massimo L.
  
 
RISPOSTA DI GUIDO FERRETTI

Approfitto della domanda del sig. Lananna per rispondere anche a Giorgio Bianco, il quali nell'ultimo passo del suo articolo accusa Pannella e noi di non essere liberali, in quanto anteporremmo il vantaggio della comunità ai diritti dell’individuo e sarebbe da stato etico pretendere che il mondo sviluppato rinunci al livello di vita duramente conquistato e che i paesi in via di sviluppo accettino programmi di riduzione della natalità.

Do perciò una risposta di taglio liberale, credo ortodosso, al signor Lananna, senza neppure prendere in considerazione una sciocchezza come quella di pretendere che sarebbe illiberale qualsiasi ricerca di un bene comune.

Rispondo dunque che, per "misure dirette ad una riduzione della popolazione totale del pianeta secondo una modalità dolce", intendiamo misure dirette ad una esaltazione delle libertà personali e della possibilità di esercitarle, con responsabilità, nei campi connessi con la riproduzione.

Al proposito ritengo che la "libertà da" condizionamenti culturali riguardi la necessità di liberarsi un retaggio di tradizioni e principi religiosi riguardanti sesso e procreazione, che, se erano nati da fondamenti razionali, legati ad una situazione di necessità per la sopravvivenza della specie, ora si sono irrigiditi in un dogma che non è più in grado di rispondere agli stessi scopi per cui si erano formati. Siamo infatti, dopo decine di migliaia di anni, entrati in una situazione di eccesso di successo della nostra specie e questo dogma si sta rivoltando contro di noi e, a nostro avviso, sta mettendo a rischio la specie.

Ritengo che la "libertà da" l'ignoranza richieda di informare su tutte le possibilità tecniche messe a disposizione dalla scienza per consentire rapporti sessuali non diretti alla procreazione. Anche informazioni sulle possibilità di aiuto alla procreazione dovranno però essere diffuse, a pari titolo.

Ritengo che la "libertà da" la disinformazione richieda di controbattere quanti per ragioni economiche, di fedeltà al dogma, di pregiudizio o anche in buona fede impediscono o falsificano l'informazione sulla situazione delle risorse planetarie, sulla loro distribuzione, sullo stato dell'ecosistema e sulle possibili conseguenze che questo può avere sulla specie umana.

Ritengo che la "libertà di" esercitare le scelte, che potranno derivare  dall'informazione messa a disposizione dei cittadini e dalla loro presa di coscienza, debba essere promossa, anzitutto rimuovendo i condizionamenti culturali che vi si oppongono, quindi i vincoli legali che lo impediscono, infine offrendo servizi ai cittadini che intendano accedere alla pianificazione familiare e alla promozione della salute della donna, ivi incluse facilitazioni economiche per coloro che potrebbero esserne impediti per ragioni di reddito.

Tali servizi, ovviamente, dovranno essere diretti sia nel senso di aiutare chi desidera procreare, sia nel senso di aiutare chi non lo desideri.

Nel promuovere queste libertà, il massimo accento dovrà essere posto nel creare consapevolezza che ogni libertà è connessa ad una responsabilità, sia individuale che sociale e planetaria. Mi pare probabile che la conservazione della specie, e anche della parte migliore dello sviluppo umano sinora raggiunto, verrà percepita come una responsabilità verso le generazioni future da parte della maggioranza degli individui. 

Ritengo infine che la promozione di queste libertà sia il mezzo d’elezione e assolutamente il più efficace, il più sicuro e scevro di possibili esiti negativi, disponibile per ottenere i risultati che riteniamo si impongano.

Il dettaglio dei mezzi pratici con cui si può giungere ad un equilibrio tra popolazione e consumi, in modo tale da non intaccare le risorse non rinnovabili del pianeta, non forma oggetto di queste riflessioni poiché, se alcuni già ne conosciamo, molti e imprevedibili ne potranno nascere dalla semplice consapevolezza, che ci auguriamo di poter contribuire a far nascere nel pianeta.
Quest'ultima, pertanto, è " il " mezzo per eccellenza per ridurre la popolazione mondiale secondo una modalità dolce.
       
Guido

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