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Per Pannella più anziani e "meticci" son un patrimonio Stampa E-mail
DALLA CONVERSAZIONE DI PANNELLA E BORDIN DEL 1 GENNAIO 2006
  
Sommario
    
Le presenze di ottantenni alla marcia di Natale. L'invecchiamento della popolazione e il sistema pensionistico. Spinta all'incremento demografico in continuità con la politica fascista. Ritenere che il numero sia potenza fa parte di un'antropologia vecchia. La previsione dell'Islam prima religione europea. Coloro che finanziano l'avere più figli li vogliono come prodotti per la società. Difficoltà frapposte all'adozione, non solo in Italia. La saggezza della vecchiaia. Mai federazione giovanile radicale ma segretari ventenni.
    
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TRASCRIZIONE

Bordin: quindi, insomma, ottantenni e nonne, che…insomma un bagno di...

Pannella: Adesso ci sono molti ottantacinquenni che sono bisnonni

B: e certo, e certo! Eh! Si invecchia

P: Ma, sì! ed è una forza di un paese!

B: Ho capito

P: perché volere… e qui, ecco, e così veniamo ad una cosettina , non so, particolare: siccome, sai, il problema delle pensioni, no? Se invecchia un paese, i conti non tornano… eh beh, si cambia il modo di fare i conti. Dico: è una cosa folle. Cioè, qui si finanzia la procreazione un po’ a go-go, se possibile a suon di milioni (che è una cosa da piangere, insomma), perché si ritiene che il numero è potenza, il numero è.. Non è nulla! E’ un cammino antropologico: un’umanità che vuole concepire le proprie vita, i propri figli: CONCEPIRLI, e non andare all’ammasso. Infatti non è un caso che questo è in continuità con la politica fascista, no?, quella dell’incremento, la famiglia…

B: i figli alla Patria

P: Dio Patria Famiglia, quelle cose, no? E sempre di più. Io credo che un mondo, nel quale i vecchi sono più numerosi di quanto non fossero nel passato, sì, sì: è un problema delle pensioni, che poi, vabbeh, che è affrontabile e risolubile, ma il vero problema demografico è proprio questo.

Tra l’altro non risolviamo i problemi perché adesso si accorgono che nascono dei ragazzi meticci, non dispiaccia troppo al presidente Pera, e la storia della civiltà è fatta dei bressage tra popolazioni, invasori e invasi.. sempre. Allora, oggi può venire un apporto, appunto di “gioventù” tra virgolette, di sangue, più giovane eccetera, da aree del mondo, piuttosto che dalle nostre. E io lo vedo con molta tenerezza e con molta convinzione, questo. E ritengo che sia una posizione proprio antropologicamente vecchia, fradicia, che risente di questo, no? Cioè è un’epoca, non so di quante centinaia di migliaia di anni. Ha la giustificazione, no? La specie umana, che aveva bisogno di moltiplicarsi; vitale, da tutti i punti di vista; che si moltiplicava. E quindi anche, poi, nell’antico testamento, ma anche in testi anche precedenti, c’era questo segno di forza e di potenza e di benedizione: la quantità dei figli. Allora corrispondeva perfettamente a-. Anche il disperdere il seme nella terra, insomma, con tutte le cose contro gli autoerotismi o altro…

B: vabbeh, a proposito di meticciato, a questo punto, l’avvocato del diavolo, però, ti direbbe una cosa, ti direbbe che andando avanti con questi ritmi demografici, fra tot numero di decenni, manco tanti, credo, l’Islam è la prima religione europea e questo non è consolante, ti direbbe sempre il presidente del senato.

P: No, intanto cominciamo col dire, abbiamo fatto le analisi, nel senso buono della parola, del sangue tra etruschi, greci, libanesi, perché là è tutto quello che nelle tre penisole. Ma sono tre penisole: la Greca, l’Italiana, la Iberica. Sono elementi non a caso, sono venuti poi delle più fresche civiltà, che si venivano sempre presentando, No? Il mediterraneo, beh, ci dà l’Egitto, credi di non dimenticarlo, con gli eventi scientifici..

B: No, no, è sotto gli occhi i tutti

P: sì, no, ma appunto dico, la mia risposta, che cosa lasciano le popolazioni caucasiche che arrivano. Nella ricerca di che? Anche loro di pane, di vita, insomma di possibilità di vita. Tutto questo mi pare appunto che, quando tu dici, appunto, giustamente, vabbeh, ma quindi questo diventa una cosa dei vecchi, no? un po’!

Io dico: sì, c’è il problema da risolvere, ed io sono convinto che è assolutamente risolubile, insomma, il problema delle pensioni. Quindi ne ho preso UNO preciso, no, dico è un problema preciso ovunque che c’è! benissimo! E chi ti dice.. Tra tante forme di lavoro ci sono, adesso che l’ottantenne, appunto, marcia la mattina di coso… Beh insomma l’ottantenne non era vivo, come caratteristiche. Beh! Perché tutto questo non .. E’ una rivoluzione di tipo antropologico e può essere, appunto una riserva di saggezza,  la saggezza nel senso di esperienza, no?, che… mentre altre cose . Cioè io, anzi, così, guardo con una punta di tenerezza, di nostalgia, addirittura, appunto, questa nuova antropologia, mentre il vecchiume ideologico è quello “finanziamo, famo i figli, diamo li sordi” eccetera, poi al San Filippo, l’altra sera, credo che son nati più meticci che, virgolette o no, questi non sono italiani. Perciò, insomma, qui si annega in una cosa che invece è la sostanza della risposta strutturale, economica, produttiva. Questi che vogliono più figli, in realtà, proprio loro vogliono più prodotti. I figli come prodotti per la società. Proprio un fatto di produzione, non solo di procreazione, ma di produzione. E il fatto che le adozioni servono qua e là per raccogliere soldi, no?, il bambino, l’altro, eccetera, ma in realtà le leggi occidentali, non solo quelle italiane, ma quelle italiane sono una vergogna. Cioè tu vuoi adottare… è un, una cosa tremenda. Bene!

B: Certo. Beh, vabbeh! Mi pare che, parlando di altro hai anche notevolmente, come dire,  ri-aggiornato, come si dice, come si può dire?, la cultura radicale rispetto ad un decennio. Perché una serie di cose… tu adesso parli di saggezza. Io non  so se sempre la saggezza ha contraddistinto alcune iniziative

P: Un po’.

B: ecco!

P: Un po’! Ma bisogna non dimenticarlo,

B: un po’ di saggezza..

P: che può essere un valore.

B: e certo

P: no! un valore, diciamo, in un mercato sociale. Ma, sì, io non lo so, però credo di sapere, magari una segnalazione utile per Aurelio Aversa. Io devo aver fatto almeno tre comizi a distanza di un anno…

B: a Bologna, su questo. Ma guarda,  li abbiamo mandati no? Non c’è bisogno…

P: sì, ma no, lì lo dicevo. La menzogna del mondo sessuale che viene negato, no? La menzogna della povera vita… La saggezza. Lì sono sicuro che, appunto, l’elemento della saggezza, i ricordi, di questo era molto presente, insomma,  esplicitamente, non , dico, implicitamente. E quindi no. Ho sempre avuto… Eh: non abbiamo mai avuto, voluto la federazione giovanile, abbiamo preferito avere dei segretari di partito ventenni, no?, proprio in base a questa valutazione che attraversa lo specifico delle età. Io mi ricordo uno dei motivi per i quali dovetti combattere con Sergino Stanzani, è che, essendo lui vicino alla pensione, 63, 64 anni, a Bologna, nel corso di Bologna, lo si proponeva come segretario di partito. E ricordo che lui: ma no, io come posso fare, a 65 anni, 64?... Dico: scusami, ma non abbiamo mai avuto questo limite, no, di scegliere il ventenne, qualche volta un po’ per il piacere, anche di sceglierlo, no? Non solo così. Non è questo adesso il momento di dimostrare che  a 63, 64, 65, si può essere preziosi, tanto quanto, se non di più. Dipende poi dagli individui, dalle loro storie.

B: sì io resto convinto che questa non riconversione, ma questa, questa ri-precisazione, diciamo, della cultura radicale, non potrà essere indolore. Non potrà essere indolore, è inevitabile, questo, secondo me. Ma comunque poi vediamo.

P: E’ interessante sentire questo,…

B: e no! È  … sarà interessante, non so quanto possa essere, ma…

P: No, no, ma mi interessa…

B:: è evidente che questo è un partito che negli ultimi diec’anni ha fatto del conflitto generazionale un tema di battaglie, molto forte.

P: come anche Monti, peraltro, è importante…

B Si come anche Monti, coma Padoa Schioppa, Come no? Certo!

P: sì, con questi, molto più che con i sessantottini.

trascrizione di Guido Ferretti

nota: l'audiovideo comincia un po' prima e finisce un po' prima rispetto alla trascrizione.

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