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"Monsignore affoga il gatto" di Luigi Castaldi Stampa E-mail
L'"Indipendente" 2-12-2005
    
Monsignore affoga il gatto 
      
Lo invitano dappertutto, ultimamente è molto ricercato. Cosa volete, che non vada? Sarebbe scostumatezza. Il 15 gennaio, per esempio, l'hanno invitato alla Facoltà di Medicina Veterinaria di Ozzano Emilia. C'è andato. Ha fatto un discorsetto: "La problematica del rapporto uomo-animale". Carlo Caffarra, il monsignore di Ferrara (sembra un doppio senso, non lo è), ha detto: "Comportamenti di obiettiva crudeltà verso l’animale [...] non sono indegni dell’animale (solo la persona ha una dignità), ma sono indegni dell’uomo che li pone in essere. Comportamenti di equiparazione dell’animale all’uomo non sono segno di rispetto all’animale (solo la persona merita rispetto), ma sono un atto di ingiustizia verso l’uomo perché lo degradano dalla sua regale dignità". Insomma, se ora io vi affogo il gatto nella vasca, degrado eventualmente la mia regale dignità, manco di rispetto a me stesso (eventualmente a voi, visto che vi faceva fusa fino a due minuti fa), non al gatto. "La natura, e in essa l’animale, non ha in sé nulla di sacro o di divino", dice Caffarra, non penso che vogliate sollevare l'eccezione per il vostro micio, sarebbe come sputare sulla Bibbia. Il monsignore dice che il vostro Fuffi - sì, insomma, quello nella vasca - apparteneva al "mondo impersonale delle cose e degli animali". Il vostro gatto, diciamolo, era ontologicamente e assiologicamente un'inezia. Voi mi direte: "Ma io volevo bene a  Fuffi e Fuffi voleva bene a me". Permettete, oltre che patetici, siete in errore teoretico, "non esiste una reciprocità vera e propria fra l’uomo e animale" dice Caffarra. E non vi azzardate a parlare dei diritti di Fuffi, perché "esistono doveri-diritti reciproci fra le persone; non esiste una correlazione del genere fra la persona e l’animale. L’animale non ha diritti". E' vero, nel fare quel che ho fatto sarò stato indegno, perché affogarvi il micio mi ha macchiato di violenza, ma "la superiorità ontologica ed assiologica dell’uomo nei confronti dell’animale fonda il rapporto di dominio nei confronti dell’animale da parte dell’uomo. O - il che equivale - il rapporto di uso". Insomma, via, il gatto nemmeno se ne sarà accorto, al massimo ora gli cantiamo un salmo, quello che suggerisce il monsignore: "Tutto hai posto sotto i miei piedi, o Signore; tutti i greggi e gli armenti, tutte le bestie della campagna". E Fuffi, ovviamente.
    
Luigi Castaldi
    
Il testo era  comparso per la prima volta il 17-01-2005 nel blog di Castaldi http://malvino.ilcannocchiale.it  col titolo "Io, Fuffi e Caffarra" 
              
Dello stesso autore vi invitiamo a leggere anche Il sesso come piace al cardinal Caffarra.

 

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