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Indagine di Monbiot su un articolo "contro corrente" Stampa E-mail
L'indagine di Monbiot su un articolo "contro corrente"

Traduzione dell’articolo sul Guardian di Martedì 10 Maggio 2005 di George Monbiot

Nelle ultime tre settimane ci sono alcune cose che hanno mi sono frullate parecchio in testa. Il 16 Aprile la rivista “New Scientist” ha pubblicato una lettera del famoso botanico David Bellamy. Molti dei ghiacciai della terra, egli afferma, “non si stanno ritirando, anzi nei fatti stanno espandendosi… 555 dei 625 ghiacciai sotto osservazione dal World Glacier Monitoring Service di Zurigo, stanno crescendo dal 1980”. La sua lettera è subito stata accolta e presa ad esempio dai sostenitori dell’opposizione alla teoria del cambiamento climatico (Global Warming). La cosa cominciò a preoccuparmi. E se Bellamy avesse avuto ragione?

È uno scienziato, un docente senior all’università di Durham. Lui sa bene, in altre parole, che non si può in modo credibile, citare dati a meno che non ci sia una buona qualità delle fonti. Può essere che una delle maggior prove dell’evidenza dell’impatto del riscaldamento globale - il ritiro dei ghiacciai – sia sbagliato?

Difficilmente può esserci domanda più importante. Se davvero il cambiamento climatico a opera dell’uomo è in atto, così come affermano la grande maggioranza dei climatologi nel mondo, questo potrebbe distruggere le condizioni che permettono all’essere umano di rimanere sul pianeta. Lo sforzo di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra deve venire prima di ogni altra cosa. Ciò non accadrà fino a quando non saremo sicuri che gli scienziati sono nel giusto. Siccome Bellamy è presidente della Conservation Foundation, del Wildlife Trusts, del Plantlife International e del the British Naturalists' Association, le sue affermazioni hanno ovviamente moltissimo peso. Quando, per esempio, ho sfidato la società di produzione e vendita di motori sulla questione del cambiamento climatico, i loro portavoce mi hanno citato la posizione di Bellamy come ragione per rimanere scettici.

Così la scorsa settimana ho telefonato al World Glacier Monitoring Service per sottoporgli la lettera di Bellamy. Non penso che la risposta che ho ricevuto sarebbe stata pubblicata da Nature, ma ha avuto la virtù scientifica della chiarezza: “Sono tutte stronzate”. Qualche ora più tardi più hanno mandato un e-mail: “Nonostante la sua reputazione scientifica, ha fatto tutti gli errori che poteva fare”. Ha citato dati che erano semplicemente falsi, non ha fornito referenze, ha completamente frainteso il contesto scientifico e ignorato la letteratura scientifica attuale sull’argomento. Gli ultimi studi mostrano inequivocabilmente che la maggior parte dei ghiacciai della terra di sta ritirando.

Ma io non riuscivo ancora a togliermi la questione dalla testa. Le cifre citate da Bellamy dovevano pur provenire da qualche parte. Così l’ho contattato via e-mail per chiedergli quali fossero le sue fonti. Dopo ripetute richieste, mi ha risposto alla fine della settimana scorsa. I dati, così mi ha detto, vengono da un sito web: www.iceagenow.com. Il sito Iceagenow (era glaciale adesso N.d.T.) è redatto da un uomo che risponde al nome di Robert W. Felix che promuove il suo libro autoprodotto: “L’era glaciale incombente”. Egli sostiene che il livello dei mari sta scendendo, e non salendo; che lo tsunami in Asia è stato causato dal “dal ciclo dell’era glaciale”; e che è “l’attività vulcanica sottomarina- e non l’attività umana – che sta scaldando i mari”.

È forse questo Felix un climatologo, un vulcanologo o un oceanografo? No, non è nulla di tutto ciò. Nella sua biografia si legge che era un architetto. Il suo sito è talmente folle, che in un primo momento ho pensato fosse una presa in giro. Tristemente, sembra proprio che egli creda in ciò che dice. Ma qui, effettivamente, c’era tutto il materiale che Bellamy ha citato nella sua lettera incluse le cifre – o qualcosa che assomigliava alle cifre – riportate da Bellamy. “Dal 1980, vi è un avanzamento di più del 55% dei 625 ghiacciai sotto osservazione dal World Glacier Monitoring di Zurigo.” La fonte ulteriore , che Bellamy mi indicato nel suo e-mail, era: “the latest issue of 21st Century Science and Technology”. Latest issue of 21st Century Science and Technology? Suona impressionante, fino a quando non si scopre che è pubblicato da Lyndon LaRouche . Lyndon LaRouche è un demagogo americano, che nel 1989 ha ricevuto una condanna di 15 anni per cospirazione, violazione di corrispondenza e frode fiscale: Ha affermato che la famiglia reale britannica gestisce un’organizzazione internazionale di spaccio di droga, che Henry Kissinger è un agente comunista, che il governo britannico è controllato dai banchieri ebrei, e che la scienza moderna è una cospirazione contro il potenziale umano.

Non è stato difficile scoprire che questo era uno dei suoi editori: il nome di LaRouche era in prima pagina nel sito web della rivista e l’edizione, citata da Bellamy, contiene un articolo che esordisce così:“Nel movimento della gioventù di LaRouche ritroviamo noi stessi in lotta contro un vecchio nemico che distrugge gli esseri umani... è l’empirismo.”

Bene, ecco la fonte per i numeri di Bellamy! Ma dove ha scovato Bellamy il “Latest issue of 21st Century Science and Technology”. Non l’ha detto.

Ma io credo che possiamo fare una scommessa sulla base delle informazioni che abbiamo, su questi stessi dati che si trovano in internet. Dapprima furono pubblicati online dal professore Fred Singer, uno dei pochi oppositori alla teoria del cambiamento climatico che possiede delle qualifiche vagamente rilevanti (è, o era, uno scienziato ambientale). Aveva pubblicato questi dati sul suo sito: www.sepp.org, dati che poi sono stati riportati dal sito giustamente chiamato junkscience.com (scienza-spazzatura), da “Cooler Heads Coalition”, dal US National Center for Public Policy Research e infiniti altri. Sono persino riusciti ad arrivare sul Washington Post.

Sono costantemente citati come evidenza che il cambiamento climatico dovuto all’uomo non si sta verificando. Ma da dove vengono questi numeri? Singer cita giusto mezza fonte: “un articolo pubblicato su Science nel 1989.” Bene, l’articolo sarà anche vecchio di 16 anni, ma infine ce ne è almeno uno. Sicuro?

Ho scandagliato sia manualmente sia elettronicamente ogni edizione di Science pubblicata nel 1989. Non solo non conteneva niente che assomigliasse a quei dati, ma addirittura in quell’anno non vi era nemmeno un articolo che parlasse in qualche modo dell’avanzamento o ritiro dei ghiacciai.

Insomma, non sembrava andare molto bene per Bellamy, Singer o qualunque altro oppositore che avesse citato quei numeri. Ma c’era ancora un mistero da scoprire. Mentre la fonte citata da Bellamy sosteneva che il 55% dei 625 ghiacciai stavano avanzando, Bellamy scriveva che 555 di questi - pari all’89% - stavano avanzando. Questo numero sembrava non apparire da nessun altra parte. Ma sulla tastiera standard inglese del computer, il 5 e il % occupano lo stesso tasto. Se vuoi digitare %, ma nello stesso tempo non premi il tasto maiuscole, ottieni 555, anziché 55%. Questa era l’unica spiegazione che sono riuscito a trovare per giustificare questo numero. Quanto ho interpellato Bellamy, ha ammesso che doveva essersi verificato “un impulso errato dell’elettronica”.

Così, nell’incapacità di Bellamy di digitare il dato, abbiamo la base per un intero nuovo fronte nella guerra contro la scienza del cambiamento climatico. Il numero 555 è adesso citato come evidenza definitiva che il riscaldamento globale è una frode, una truffa, una bugia. Ho telefonato a New Scientist per chiedere se Bellamy aveva chiesto una correzione del dato. Non lo aveva fatto.

È difficile far capire quanto selettivo devi essere per rifiutare l’evidenza del cambiamento climatico. Devi arrampicarti su una montagna di evidenze per prendere una briciola: una briciola che si disintegra nel palmo della tua mano. Devi ignorare interi canoni della scienza, le affermazioni delle più eminenti istituzioni scientifiche del mondo e migliaia di articoli pubblicati dalle prime riviste scientifiche. Devi, se sei David Bellamy, abbracciare le dichiarazioni di un ex-architetto eccentrico, che sono basate su dati che sembrano non esistere. E devi fare tutto questo mentre continui a chiamare te stesso uno scienziato.

tratto da aspoitalia.net

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