Petizione per introdurre il problema demografico nella COP 22 sul clima

Petizione per introdurre il problema demografico nella COP 22 sul clima (promossa dall'associazione Démographie Responsable e tradotta per Rientrodolce dal francese da Guido Ferretti)

Dal 7 al 18 novembre 2016 si terrà a Marrakech la 22.ma Conferenza delle Parti (COP 22) dedicata alle questioni climatiche.

Sin dal 1995, quando si tenne la prima riunione a Berlino, ogni anni tali conferenze analizzano i dati scientifici, propongono misure e impegnano gli stati a metterle in atto allo scopo di ridurre le emissioni di gas serra.

Tuttavia, un fattore determinante di tali emissioni - e più in generale della pressione antropica - il più delle volte è passato sotto silenzio durante le COP precedenti: la demografia.

Dal 1995 ad oggi la popolazione mondiale è aumentata di 1,7 miliardi (+30%). Secondo le proiezioni dell’ONU, essa dovrebbe aumentare di altri 3,8 miliardi entro la fine del secolo, cioè con un nuovo aumento del 50. In due secoli, dal 1900 al 2100, la popolazione umana si sarà moltiplicata 7 volte. Un tale comportamento, che, a fine secolo, avrà moltiplicato per 7 anche il nostro potenziale di emissione di CO2, non può continuare ad essere ignorato per sempre.

La maggior parte di questa crescita demografica dovrebbe avvenire nei paesi meno favoriti, laddove l’accesso alla contraccezione, come pure all’educazione, rimane più difficile. Nei medesimi luoghi dove anche, tenuto conto del basso tenore di vita, sarebbe tanto irreale quanto moralmente in giusto imporre sforzi importanti in materia di riduzione dei consumi energetici.

Pertanto questa petizione ha per oggetto la richiesta, a tutte le Parti che partecipano alla COP 22, di mettere la demografia all’ordine del giorno di questa conferenza, allo scopo di proporre misure suscettibili di frenare la continua crescita della popolazione umana: misure come l’aumento dei mezzi destinati alla pianificazione familiare e all’educazione, fattori riconosciuti come fondamentali per la riduzione della fecondità.

Tali misure, d’altro canto, avrebbero anche altre conseguenze favorevoli, sul piano dello sviluppo, sul piano della giustizia sociale e sul piano ambientale, riducendo sia la produzione di rifiuti che la nostra pressione sul territorio.

Per sottoscrivere la petizione andate su http://www.cyberacteurs.org/cyberactions/que-demographie-soit-evoquee-cop-1207.html

Associazione radicale Rientrodolce

    

ISCRIVITI A RIENTRODOLCE

Leggi il nostro volantino

Rivista telematica "Overshoot"

Overshoot Newspaper

Speciale Agenda Coscioni "Per un rientro dolce dell'umanità"

Conferenza di presentazione dell'opera "Terra"

Giornata di studio su energia, materie prime e ambiente

PIERGIORGIO WELBY SU RIENTRODOLCE

VIDEO "LA DECRESCITA DELLA POPOLAZIONE È PARTE DELLA SOLUZIONE"

I CONGRESSI DI RIENTRODOLCE

L'ITALIA HA BISOGNO DI UN PIANO ENERGETICO NAZIONALE

SALUTE SESSUALE (VOLANTINO PER LE SCUOLE)

VOLANTINO SULLA PILLOLA DEL GIORNO DOPO

I FOTOROMANZI DI DE MARCHI SULL'INFORMAZIONE SESSUALE

Ringrazio i compagni di Rientrodolce, i compagni che con impazienza che io comprendevo, da qualche anno mi hanno rimproverato di non dar seguito ad una “inezia”, nella quale avevo parlato per la prima volta di rientro dolce in quote “umane”, non solo compatibili, ma in grado di rianimare davvero in modo diverso il pianeta, l’umanità e tutte le specie viventi.

Marco Pannella

Non vi è situazione umana più tragica della persistenza di una condizione nociva per cui un rimedio è immediatamente disponibile. A differenzadelle pestilenze degli anni bui o delle malattie contemporanee che ancora non comprendiamo, la piaga moderna della sovrappopolazione è risolvibile con mezzi che ci sono noti e con risorse che sono in nostro possesso. Quel che manca è non già una sufficiente conoscenza della soluzione, ma la consapevolezza universale della gravità del problema e la diffusione di informazione tra i miliardi di persone che ne sono vittime.

Martin Luther King

Se l'umanità, tutta l'umanità, quella di tutti i continenti non si rende conto che deve smetterla di avvelenare e inquinare tutto, sia i paesi industrializzati, sia quelli che ancora non si sono affacciati al progresso (così detto) e non hanno ancora imparato a rispettare il pianeta, anche quelli che si sentono innocenti perché non hanno industrie, ma si rendono conto che anche loro continuano ad ammazzare gli animali, non solo con la caccia, ma soprattutto col promuovere i safari e i traffici con le pelli, i denti, i corpi degli animali, se tutta questa gente non impara che "animali" siamo tutti - "l'uomo è un animale" (anche le donne e i bambini!) - e che rispettare gli esseri viventi è indispensabile perché formiamo il complesso vario ma interdipendente degli esseri viventi e la vita degli uni è strettamente connessa con la vita degli altri, cioè di tutti, non riusciremo mai a mettere fine a tutte le ingiustizie e le violenze che si compiono contro il pianeta Terra. Se è vero - come noi pensiamo e giudichiamo - che la nonviolenza è la forza con cui possiamo riuscire a salvarci e a salvare il Pianeta con noi (nonviolenza contro gli esseri viventi, tutti, contro la natura, nel suo complesso, senza eccezioni, senza soluzioni di continuità), e che il vivere implica anche il saper gestire con intelligenza la necessità di cibarsi gli uni e gli altri: animali e vegetali, cioè fare uso del senso della misura e della qualità e gradualità degli interventi indispensabili alla sopravvivenza di tutto il complesso della vita planetaria, ebbene allora dobbiamo limitare il crescente sovrappiù di popolazione umana, non uccidendo nessuno, ma limitando le nascite e sorvegliando l'equilibrio numerico e soprattutto culturale dell'umanità e anche quello della fauna e della flora, senza distruggere nulla, ma controllandone con intelligenza gli sviluppi. L'umanità è dotata di intelligenza e dunque l'adoperi e soprattutto impari a controllare se stessa, prima di tutto. E poi anche l'habitat da cui è circondata.

Adele Faccio

Se la popolazione mondiale ha impiegato 2 milioni di anni per giungere al primo miliardo di abitanti nel 1830 e 100 anni per il secondo, dal 1930 ne sono occorsi solo 30 per il terzo miliardo, 15 per il quarto, 13 per il quinto, 12 per il sesto, 13 per il settimo nel 2011.

Aldo Loris Rossi

Questo sito è stato segnalato da

Punto Informatico, l'evoluzione della rete

 

 

Copyright 2000 - 2004 Miro International Pty Ltd. All rights reserved.
Mambo is Free Software released under the GNU/GPL License.

sovrappopolazione, demografia, fame nel mondo, carestie, epidemie, inquinamento, riscaldamento globale, erosione del suolo, immigrazione, globalizzazione, esaurimento delle risorse, popolazione, crisi idrica, guerra, guerre, consumo, consumismo