Convegno in Vaticano riconosce ruolo dell'esplosione demografica

Importante convegno in Vaticano riconosce il ruolo dell'esplosione demografica umana

Dal 27 Febbraio all'1 Marzo 2017 si terrà nella Casina Pio IV nella Città del Vaticano un convegno intitolato "Workshop on Biological Extinction" e promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze e dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

Questa è la pagina web relativa al convegno che si trova nel sito della Pontificia Accademia delle Scienze:

http://www.pas.va/content/accademia/en/events/2017/extinction.html

E questo è il booklet di presentazione:

http://www.pas.va/content/dam/accademia/booklet/booklet_extinction.pdf

Vista l'importanza del convegno, abbiamo caricato il booklet anche sul nostro sito (nel caso il link originario non sia più funzionante in futuro).

Nella presentazione è riconosciuto il ruolo dell'aumento della popolazione:

"Le popolazioni umane iniziarono a crescere sempre più rapidamente, mettendo a dura prova molti ecosistemi a causa della coltivazione e la pastura. Secondo le stime, ai tempi di Cristo la popolazione mondiale era di 300 milioni, contro i 7,3 miliardi attuali. Oggigiorno, l’11% circa delle superfici prive di ghiaccio sono state destinate alla coltivazione e un ulteriore 20%, che un tempo erano praterie, sono state trasformate in pascoli, la maggior parte dei quali insostenibili. È ovvio che molti degli organismi che esistevano 10.000 anni fa si siano già estinti e che abbiamo a che fare con un gruppo di organismi ridotto rispetto a quello che esisteva quando l’agricoltura fu adottata per la prima volta dai nostri antenati. L’esatta percentuale di queste perdite non è nota, ma sulle isole abbiamo probabilmente perso la maggioranza degli organismi e una grande parte sul continente.
La nostra civiltà e la popolazione mondiale sono cresciute nel periodo caratterizzato da un clima relativamente stabile creatosi dopo l’ultima espansione delle masse di ghiaccio continentale, o calotte, circa 26.500 anni fa, ma oggi stiamo danneggiando gravemente le condizioni che hanno visto la popolazione mondiale passare da 1 milione a 7,3 miliardi di persone con un aumento netto di 250.000 persone in più al giorno (
www.prb.org)."

Le soluzioni proposte sembrerebbero però solo quelle caldeggiate da papa Bergoglio (giuste ma limitate): meno consumismo, più giustizia sociale. Non si parla di contraccezione, pianificazione familiare, istruzione ed emancipazione femminile ecc... È però vero e fortemente significativo che tra i partecipanti al convegno ci sia John Bongaarts del Population Council, un'organizzazione americana molto attiva nel campo della pianificazione familiare. E c'è anche Paul R. Ehrlich, di cui Rientrodolce condivide l'allarme per la sovrappopolazione ma assolutamente non l'idea di ricorrere alla coercizione in caso di fallimento dei metodi rispettosi delle libertà individuali (ricordiamo che il concetto di "rientro dolce" fu introdotto da un libertario come Marco Pannella proprio in alternativa a idee coercitive).

Associazione radicale Rientrodolce

    

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Ringrazio i compagni di Rientrodolce, i compagni che con impazienza che io comprendevo, da qualche anno mi hanno rimproverato di non dar seguito ad una “inezia”, nella quale avevo parlato per la prima volta di rientro dolce in quote “umane”, non solo compatibili, ma in grado di rianimare davvero in modo diverso il pianeta, l’umanità e tutte le specie viventi.

Marco Pannella

Non vi è situazione umana più tragica della persistenza di una condizione nociva per cui un rimedio è immediatamente disponibile. A differenzadelle pestilenze degli anni bui o delle malattie contemporanee che ancora non comprendiamo, la piaga moderna della sovrappopolazione è risolvibile con mezzi che ci sono noti e con risorse che sono in nostro possesso. Quel che manca è non già una sufficiente conoscenza della soluzione, ma la consapevolezza universale della gravità del problema e la diffusione di informazione tra i miliardi di persone che ne sono vittime.

Martin Luther King

Se l'umanità, tutta l'umanità, quella di tutti i continenti non si rende conto che deve smetterla di avvelenare e inquinare tutto, sia i paesi industrializzati, sia quelli che ancora non si sono affacciati al progresso (così detto) e non hanno ancora imparato a rispettare il pianeta, anche quelli che si sentono innocenti perché non hanno industrie, ma si rendono conto che anche loro continuano ad ammazzare gli animali, non solo con la caccia, ma soprattutto col promuovere i safari e i traffici con le pelli, i denti, i corpi degli animali, se tutta questa gente non impara che "animali" siamo tutti - "l'uomo è un animale" (anche le donne e i bambini!) - e che rispettare gli esseri viventi è indispensabile perché formiamo il complesso vario ma interdipendente degli esseri viventi e la vita degli uni è strettamente connessa con la vita degli altri, cioè di tutti, non riusciremo mai a mettere fine a tutte le ingiustizie e le violenze che si compiono contro il pianeta Terra. Se è vero - come noi pensiamo e giudichiamo - che la nonviolenza è la forza con cui possiamo riuscire a salvarci e a salvare il Pianeta con noi (nonviolenza contro gli esseri viventi, tutti, contro la natura, nel suo complesso, senza eccezioni, senza soluzioni di continuità), e che il vivere implica anche il saper gestire con intelligenza la necessità di cibarsi gli uni e gli altri: animali e vegetali, cioè fare uso del senso della misura e della qualità e gradualità degli interventi indispensabili alla sopravvivenza di tutto il complesso della vita planetaria, ebbene allora dobbiamo limitare il crescente sovrappiù di popolazione umana, non uccidendo nessuno, ma limitando le nascite e sorvegliando l'equilibrio numerico e soprattutto culturale dell'umanità e anche quello della fauna e della flora, senza distruggere nulla, ma controllandone con intelligenza gli sviluppi. L'umanità è dotata di intelligenza e dunque l'adoperi e soprattutto impari a controllare se stessa, prima di tutto. E poi anche l'habitat da cui è circondata.

Adele Faccio

Se la popolazione mondiale ha impiegato 2 milioni di anni per giungere al primo miliardo di abitanti nel 1830 e 100 anni per il secondo, dal 1930 ne sono occorsi solo 30 per il terzo miliardo, 15 per il quarto, 13 per il quinto, 12 per il sesto, 13 per il settimo nel 2011.

Aldo Loris Rossi

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